Rigenerarlo per dare casa ai lavoratori del territorio e a chi non può accedere né all’edilizia residenziale pubblica né alle proposte di affitto o acquisto del libero mercato. Le dichiarazioni di Funaro e Mantellassi
L’intervento sarà inserito in un disegno unitario di rigenerazione urbana in continuità con il recupero dell’Ex Convento di Sant’Orsola e la valorizzazione degli spazi artigianali di Via Guelfa.
“La casa è una priorità sulla quale stiamo lavorando con determinazione a Firenze e sulla quale vogliamo rafforzare l’impegno anche della Città Metropolitana – spiega la Sindaca Sara Funaro – Oggi abbiamo compiuto un passo importante in questa direzione con due atti fondamentali: la variazione al Documento unico di programmazione, che prevede l’acquisto dell’immobile di Sant’Agnese da destinare al social housing, e la Carta dell’abitare, uno strumento per rafforzare la collaborazione tra tutti i Comuni del territorio. Con Sant’Agnese interveniamo su un bisogno sempre più urgente, in una parte importante di Firenze già interessata da un percorso di riqualificazione che comprende Sant’Orsola e gli interventi a sostegno delle attività artigianali.
È il primo tassello di un impegno che vogliamo estendere progressivamente a tutto il territorio metropolitano, proseguendo nella direzione già intrapresa con i fondi Pinqua. Le esigenze dei territori sono diverse: ci sono Comuni che vivono una forte pressione abitativa e aree più interne che devono affrontare problematiche differenti. Con la Carta dell’abitare vogliamo costruire risposte che tengano conto di queste diversità, coinvolgendo Anci, Regione, Governo e istituzioni europee, anche per individuare nuove opportunità di finanziamento. Le Città Metropolitane possono svolgere un ruolo strategico nelle politiche abitative, coordinando le esigenze dei diversi territori e mettendo in campo strumenti e risorse per dare risposte concrete alle nostre comunità”.
La legge 56/2024 attribuisce alle Città metropolitane come funzioni fondamentali la pianificazione territoriale generale e la promozione dello sviluppo economico e sociale.
Per parte sua la Città Metropolitana di Firenze riconosce nelle politiche abitative una leva primaria di coesione sociale, sviluppo economico e sostenibilità del territorio.
“Intendiamo esercitare a pieno il nostro ruolo di regia e pianificazione strategica di area vasta per rispondere al crescente disagio abitativo – ha spiegato il Vice Sindaco della Città Metropolitana Alessio Mantellassi – Attenzione prioritaria sarà rivolta ai lavoratori del territorio e a quella fetta di popolazione che si trova in condizione di non poter per accedere alle case popolari e neanche di poter sostenere i prezzi del libero mercato immobiliare (sia per l’affitto che per l’acquisto)”.
A questo scopo sarà promosso un modello integrato dell’abitare metropolitano per unire la residenzialità a canone calmierato con la rigenerazione sostenibile del patrimonio immobiliare, la qualità urbana e l’offerta di servizi locali di prossimità.
In attuazione di questi indirizzi è prevista la sottoscrizione di accordi di interesse pubblico, ai sensi dell’art. 15 della Legge 241 del 1990, con i Comuni del territorio per realizzare, anche tramite l’utilizzazione di immobili di proprietà della Città Metropolitana o l’acquisizione di altri immobili, edifici per l’edilizia abitativa da concedere a titolo oneroso alle amministrazioni comunali.

Il complesso di Sant’Agnese in via Guelfa (interno)

Il complesso di Sant’Agnese in via Guelfa

