Archivio del Laboratorio didattico ambientale


Ricilabilandia

Riciclabilandia

«Riciclabilandia» è un percorso di educazione ambientale che la Provincia di Firenze propone da alcuni anni nelle aree del territorio di competenza con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni in tema di salvaguardia ambientale, con particolare riguardo alle abitudini quotidiane legate alla produzione e al riciclaggio dei rifiuti e, più in generale, per favorire azioni e scelte eco-compatibili. Questi i temi che vengono affrontati con “Riciclabilandia”:

  • la tutela dell’ambiente
  • la questione rifiuti (produzione e smaltimenti)
  • le raccolte differenziate ed il riciclaggio)

Il progetto mira a far acquisire ai soggetti in apprendimento uno spirito critico e una consapevolezza rispetto ad importanti questioni ambientali nella prospettiva di contribuire a formare cittadini consapevoli.
Il progetto si è rivolto sino ad oggi ad oltre 13.500 bambini, coinvolgendo anche le rispettive famiglie. «Riciclabilandia» infatti pone fra i suoi obiettivi quello di mettere in atto azioni cognitive che, a partire dai bambini, mirino a sensibilizzare fasce di popolazione sui temi ambientali.
Nel progetto svolge un ruolo rilevante l’intervento educativo con le classi da parte del Laboratorio di Didattica Ambientale di Villa Demidoff della Provincia di Firenze.
Le attività didattiche proposte interessano un’ampia ventaglio di discipline scolastiche, da quelle linguistiche e umanistiche, a quelle scientifiche, a quelle creative.
Obiettivo del progetto è sensibilizzare le giovani generazioni, e attraverso di loro le famiglie, al rispetto dell’ambiente, all’importanza della raccolta differenziata dei rifiuti e del riciclaggio, ad  un utilizzo conservativo e non dissipativo delle risorse, ad una presa di coscienza del valore degli oggetti, del concetto di rifiuto, del ruolo di ciascuna persona nella produzione di rifiuti. In particolare  si elencano alcuni obiettivi di apprendimento che potranno essere sviluppati sulla base della progettazione condivisa:
imparare a distinguere i materiali differenti
cominciare a familiarizzare con il concetto di rifiuto
sviluppare un’abitudine consapevole alla raccolta differenziata
introdurre l’idea del cambiamento in relazione al tempo e all’uso (il prima, il durante ed il dopo delle cose).
I temi su cui è incentrato il progetto toccano i principali aspetti della questione dei rifiuti (concetto di rifiuto, opportunità di smaltimento, recupero di materiali e risorse), focalizzandosi in particolare sulle raccolte differenziate e il riciclaggio. Si pone una particolare attenzione affinché il progetto non sia avulso dal territorio di riferimento, ma sia al contrario al massimo contestualizzato in esso e nelle sue problematiche emergenti. Lo scopo è collocare infatti il tematismo in un contesto globale e metterlo in diretto rapporto con l’ambiente e con i suoi delicati equilibri locali.
Si introduce quindi una riflessione sugli attuali  stili di vita, sullo spreco che li contraddistingue e sulle abitudini al consumo, per verificare possibilità e opportunità del riutilizzo e del recupero di materiali di cui altrimenti ci si dovrebbe  disfare.
I docenti potranno scegliere di lavorare su uno o più temi sulla base della fascia d’età di riferimento, avendo presente la situazione didattico – educativa della classe .
Nell’ambito di un sistema ‘a rotazione’ che ha visto negli anni l’avvicendarsi nell’impegno con «Riciclabilandia» di ambiti territoriali differenti negli ultimi tre anni scolastici (dalle scuole dei Comuni della Piana Fiorentina, alle scuole del Comune di Firenze ( Quartieri 4 e 5 ) alle scuole della Valdisieve.
Prevedendo ovviamente percorsi differenziati e personalizzabili a seconda delle varie fasce d’età, le classi interessate saranno: l’ultimo anno della scuola dell’infanzia (5 anni)e 1a e 2a classe della scuola primaria
Attraverso il progetto vengono attivati contatti anche con le famiglie, sia con incontri informativi realizzati con la collaborazione di Quadrifoglio, sia con un sondaggio rivolto ai genitori dei bambini partecipanti , che possa fornire una fotografia delle principali abitudini e conoscenze dei cittadini in materia di rifiuti.

Comunità scolastiche sostenibili

Un percorso di PartecipAzione
ENTE PROMOTORE
CITTA’ METROPOLITANA DI FIRENZE
GESTIONE DEL TERRITORIO
Laboratorio Didattico Ambientale di Villa Demidoff
SOGGETTI COLLABORATORI
Pubblica Istruzione e Energie Alternative della Città Metropolitana di Firenze
Associazioni: Amici della Terra, Mani Tese, Legambiente, Villaggio dei Popoli
OBIETTIVI
Il progetto ha lo scopo di far riflettere la comunità scolastica su comportamenti, scelte e prassi del vivere quotidiano e su come esse incidano in forme significative sull’impatto ambientale prodotto dalla scuola. Scopo della problematizzazione di tali temi è pervenire, a seguito di un processo partecipativo e di presa di coscienza, ad azioni concrete e tangibili che procedano in direzione della progressiva riduzione dell’impatto ecologico della comunità scolastica e di consolidare tali risultati nel tempo.
Si ritiene che ciò possa avvenire grazie ad un sistematico percorso di sensibilizzazione, conoscenza e motivazione rivolto all’insieme della comunità scolastica costituita da dirigenti, insegnanti, personale non docente e studenti. In particolare é nei riguardi degli studenti che il progetto intende intervenire con la massima efficacia con l’obbiettivo di stimolarne l’attivismo, il protagonismo diretto e l’assunzione di responsabilità. Si utilizza al riguardo una metodologia che mira ad un coinvolgimento diretto degli studenti fin dalla fase di impostazione iniziale agendo nell’ambito di ogni singola scuola aderente al progetto e partecipante al percorso. Durante ciascuna fase dell’intervento si intende operare per la creazione di presupposti di continuità delle azioni nel corso degli anni. In tal modo, indipendentemente dal fisiologico ricambio della popolazione studentesca, la comunità scolastica potrà assumere stabilmente gli obbiettivi dati, programmando e mantenendo un percorso teso a minimizzare “l’impronta ecologica”. Il processo partecipativo cui si darà vita utilizzerà alcune delle metodologie proprie dei processi di Agenda 21 locale (ad esempio costituzione di forum, monitoraggio ambientale).
AMBITI TEMATICI
Relativamente alle tematiche che possono essere affrontate si elencano quelle di maggior interesse, la scelta può essere fatta in fase di adesione, di programmazione e di avvio del progetto coinvolgendo direttamente i ragazzi:
– Consumi energetici e risparmio
– Riduzione dei rifiuti e raccolta differenziata
– Impronta ecologica ed uso di risorse e materiali
– Acqua e risorse idriche
– Acquisti verdi nella scuola
IL PERCORSO EDUCATIVO
Elementi significativi
Attenzione agli elementi di innovazione didattica e del processo insegnamento-apprendimento, quali le metodologie partecipative, elementi metacognitivi, la centralità del soggetto che apprende, la ricerca-insieme…

Condivisione e focalizzazione, tra docenti e operatori didattici, degli aspetti caratterizzanti dell’Educazione Ambientale (EA) che si ritiene essere filo conduttore del progetto quali:
– approccio sistemico;
– acquisizione di competenze trasversali (quali imparare ad imparare, progettare, comunicare, collaborare e partecipare, agire in modo autonomo e responsabile, risolvere problemi, individuare collegamenti e relazioni, acquisire e interpretare l’informazione;)
– far riflettere i ragazzi sull’impatto ambientale e sociale dei propri comportamenti;
– utilizzo di metodologie educative laboratoriali;
– esperienze dirette nell’ambiente (in particolare in questo progetto si tratta di ambiente scolastico);

Condivisione efficace e continuativa tra operatori e insegnanti relativamente a: definizione della tematica da trattare, in sintonia con il curricolo didattico della classe e i contenuti disciplinari, individuazione delle modalità più efficaci per coinvolgere la classe e la comunità scolastica, ruolo attivo degli insegnanti nelle varie fasi;

Flessibilità massima del progetto che si costruisce in itinere tenendo conto di quanto emerge dal gruppo partecipante (ragazzi e docenti);

Integrazione con altri progetti e soggetti in ambito scolastico o che si occupano della struttura scolastica;

Integrazione del percorso educativo con l’indirizzo formativo della scuola con forte attenzione alle competenze professionali che i ragazzi devono acquisire;

Coinvolgimento attivo dei ragazzi attraverso utilizzo di metodologie partecipative, lavori di gruppo a scuola e fuori dall’orario scolastico; i ragazzi sono coinvolti in prima persona in ciascuna fase del progetto e rilevante è la loro motivazione nel prepararsi per sensibilizzare il resto della scuola…;

Operatività: il percorso educativo punta all’identificazione di problematiche nell’ambito dell’utilizzo di beni e risorse a scuola, che siano realmente riconosciute e sulle quali si avvii un percorso per l’identificazione di comportamenti consapevolmente riconosciuti come corretti e non avulsi dal contesto in cui si applicano (“Buone pratiche”)

Documentazione del percorso realizzata sia dai ragazzi, sia dagli insegnanti attraverso Diari di bordo ed elaborati informatici (filmati, presentazioni…)

Programmazione iniziale
L’incontro di programmazione iniziale è funzionale ad:
Esplicitare e condividere degli aspetti caratterizzanti dell’EA che si ritiene essere filo conduttore del progetto;
Fare in modo che i docenti esplicitino il nesso tra progetto e curricolo al fine di condividere gli obiettivi curricolari e in tal senso definire la tematica più appropriata;
Esplicitare i ruoli e gli impegni reciproci (dell’operatore e del docente) anche quantificando le ore che verranno dedicate al progetto in compresenza o dal solo insegnante;
Verificare la possibilità di avvalersi del riconoscimento di crediti formativi al fine di un maggior livello di coinvolgimento delle scolaresche;
Definire il numero di incontri (da 5 a 8) adeguato allo svolgimento ottimale del progetto;
Programmazione in itinere
Durante l’anno vengono fatti alcuni incontri o mantenuti contatti telefonici e per mail allo scopo di:
scambiare le informazioni relative al lavoro che stanno portando avanti i ragazzi (in autonomia e/o con il docente);
concordare le modalità più appropriate per la prosecuzione del progetto;
trovare una modalità per documentare il percorso realizzato (al di là della documentazione prodotta dai ragazzi) anche ai fini dell’autovalutazione e del confronto con altri docenti ed eventuale riproponibilità e trasferibilità.
Classi/gruppi partecipanti
Il progetto si rivolge prevalentemente alle classi III, IV e V, qualora però si dovesse optare per classi I o II sarà necessario definire un percorso meno impegnativo e realisticamente fattibile. Inoltre si può prevedere il supporto anche a gruppi interclasse costituiti formalmente nell’ambito scolastico sia in orario scolastico che extrascolastico.
LE FASI DEL PERCORSO
In ciascuna scuola vengono proposti 5 o 8 incontri con i ragazzi condotti dagli operatori del LDA in collaborazione con i docenti e talvolta con i referenti delle associazioni o degli altri enti collaboratori. Tali incontri si svolgono presso al scuola (della durata di circa 2 ore) o presso il Laboratorio Didattico Ambientale di Villa Demidoff ed hanno lo scopo di servire da stimolo e supporto allo svolgimento del progetto che prevede ulteriori momenti gestiti direttamente dai docenti aderenti.
Il percorso di PartecipAzione si sviluppa nelle seguenti fasi, ciascuna può comportare uno o più incontri con gli operatori del LDA e ulteriori incontri realizzati in autonomia dagli insegnanti:
1) PARTIAMO
Durante il 1° incontro vengono proposte attività volte a stimolare la partecipazione attiva dei ragazzi al progetto e ad elaborare, in maniera condivisa, il percorso educativo che si andrà a svolgere nell’ambito del progetto;
2) DOCUMENTIAMOCI
Questa fase ha lo scopo di approfondire la tematica scelta attraverso varie modalità:
– Incontri sulla tematica condotti dagli operatori del LDA, presso la scuola o presso il Laboratorio Didattico Ambientale a Villa Demidoff, con uso di filmati o attività didattiche progettate specificamente;
– Incontri realizzati in collaborazione con le associazioni partecipanti al progetto o con il personale tecnico delle aziende di Servizio o della stessa Provincia;
– lavoro di ricerca realizzato in autonomia dai ragazzi dopo aver costituito gruppi di interesse su sottotematiche specifiche, tale lavoro si conclude con l’esposizione ai compagni di quanto acquisito;
3) INDAGHIAMO
Si è ora pronti ad indagare sulla sostenibilità della struttura scolastica e dei comportamenti individuali, in particolare su quanto riguarda l’argomento scelto (consumi energetici, produzione dei rifiuti e organizzazione della raccolta differenziata…) i ragazzi realizzano indagini attraverso schede di osservazione, questionari, fotografie…;
4) AGIAMO: BUONE PRATICHE PER LA SOSTENIBILITA’ DELLA SCUOLA
Dalle informazioni acquisite consegue una definizione delle problematiche e la proposta di azioni concrete per modificare i comportamenti dei ragazzi o un aspetto logistico/organizzativo della scuola. Negli anni passati sono attuate le seguenti “buone pratiche”:
organizzazione di raccolta differenziata in maniera reale e efficace, in stretta collaborazione con Quadrifoglio e Publiambiente;
diminuzione di produzione dei rifiuti (riduzione dell’uso dell’acqua in bottiglia; uso di buste di stoffa per trasporto delle merende; effettuazione di fotocopie fronte/retro, riutilizzo di fogli già stampati da un lato…);
azioni volte a favorire il consumo di acqua di qualità (prodotta con filtri adeguati);
azioni volte a ridurre gli sprechi energetici e porre attenzione al risparmio;
azioni volte a ridurre gli sprechi idrici e porre attenzione al corretto e razionale utilizzo dell’acqua;
promozione di acquisti nell’ambito del consumo equo e solidale.
5) COINVOLGIAMO LA COMUNITA’ SCOLASTICA
Ogni scuola aderente espone al suo interno in bacheca una locandina in cui sono riportati gli elementi significativi del progetto. E’ inoltre auspicabile l’organizzazione di incontri finalizzati al coinvolgimento di tutti gli “attori” della comunità scolastica durante i quali i ragazzi direttamente coinvolti nel progetto illustrino agli altri il lavoro svolto e le azioni operative che la scuola potrà intraprendere con un generale coinvolgimento.
6) SCAMBIAMOCI LE ESPERIENZE REALIZZATE”
Alla conclusione del progetto è previsto un incontro tra gli studenti delle Scuole aderenti presso il Parco di Villa Demidoff nel mese di Maggio, come momento conclusivo del Progetto.

COLLABORAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE AZIENDE DI SERVIZIO
Le Associazioni aderenti al progetto supportano la realizzazione dello stesso attraverso interventi tematici nelle scuole, l’organizzazione di laboratori specifici e lo svolgimento di visite istruttive. In particolare:
L’ Associazione Amici della Terra propone interventi sulle tematiche dell’energia e risparmio energetico, approfondimenti sulla produzione e smaltimento dei rifiuti con possibilità di visita guidata all’impianto di selezione e compostaggio di Case Passerini e sul tema delle risorse idriche;
L’ Associazione Mani Tese propone interventi inerenti la Cittadinanza Mondiale che vertono in particolare sul consumo critico, la sovranità alimentare e la filiera del tessile in collegamento con la Campagna Abiti Puliti.
L’Associazione Villaggio dei Popoli propone approfondimenti sul consumo critico e consapevole, filiera corta, commercio equo e solidale;
L’Associazione Legambiente propone approfondimenti sulla tematica dell’energia (non solo elettrica ma anche termica) e delle risorse che occorrono per produrla. In particolare propone alcune attività, anche attraverso l’uso di specifiche schede [schede di calcolo sulla CO2 emessa nelle nostre azioni quotidiane (anche nel proprio istituto), schede con i dati relativi alle risorse che occorrono (materia prima, petrolio o carbone, acqua) per produrre materie secondarie (plastica, polistirolo, carta, alluminio, vetro) e quanta CO2 si emette per ogni Kilo prodotto di questi materiali]; “Gioco di ruolo” che si può adattare alle tematiche sulle quali i ragazzi hanno cercato e avuto “informazioni”. Inoltre andando sul sito “STOP THE FEVER”di Legambiente l’istituto può iscriversi e i ragazzi rispondendo ad alcune domande relative alle loro azioni quotidiane scolastiche avranno un calcolo ancora più preciso di quanta Co2 si emette il loro Istituto in una giornata.

COLLEGAMENTI CON ALTRI PROGETTI
Sono possibili integrazioni e sinergie con altri progetti o percorsi formativi che coinvolgono la scuola sulle stesse tematiche, come la partecipazione al corso di formazione per Referenti EA organizzato da LDA e USP, al “Bando per l’assegnazione di contributi per la realizzazione di interventi finalizzati alla riduzione della produzione dei rifiuti” della Provincia di Firenze, al Progetto Regionale “Un patto per l’acqua” che coinvolge i docenti nel percorso formativo “Cambiamenti climatici e risorsa idrica” o latri progetti indicati dalla scuola stessa. Nell’ambito della collaborazione con l’Associazione Amici della Terra è prevista una sinergia con l’Ente Agenzia Fiorentina per l’Energia ed il Progetto Euronet 50/50 che si pone come obiettivo la riduzione dei consumi energetici negli edifici scolastici.
COORDINAMENTO DEL PROGETTO
Per la buona esecuzione del progetto vengono portate avanti le seguenti azioni organizzative:
contatti con le scuole e con le associazioni aderenti e con gli altri soggetti che collaborano al progetto ;
organizzazione dell’evento finale del progetto;
organizzazione di eventuale partecipazione ad altri eventi pubblici nei quali presentare le risultanze del progetto al fine della sua divulgazione ed estensione (ad esempio “Terra Futura”…);
raccolta dei materiali documentari prodotti dalle scuole e stesura di schede riepilogative sulle attività condotte in ciascuna di esse.

Estate ragazzi – centri estivi

La Città Metropolitana di Firenze – Direzione Pianificazione e Gestione del Territorio propone da diversi anni, tramite il proprio Laboratorio Didattico Ambientale, iniziative di soggiorno estivo diurno nel Parco Mediceo di Pratolino.
Il servizio tende alla valorizzazione della risorsa del Parco ed é rivolto, in forma gratuita, agli utenti dei centri estivi dei Quartieri del Comune di Firenze e dei Comuni limitrofi quali: Pontassieve, Pelago, Rufina, Sesto Fiorentino, Scandicci, Campi Bisenzio, Vaglia, Fiesole, Tavarnelle V.P., Bagno a Ripoli, Borgo S. Lorenzo, Vicchio, San Piero a Sieve – Scarperia .
Le attività proposte non hanno solo una valenza ludica, sportiva e di animazione, ma anche una qualificazione educativa a sfondo ambientale e consistono infatti in giochi percettivo – sensoriali, di orientamento, di ruolo e simulazione.
Il servizio di centro estivo diurno viene generalmente organizzato dall’ultima settimana di giugno alla fine di luglio. La recettività giornaliera prevista é di 2 gruppi di 15 ragazzi ciascuno, in età da 6 a 14 anni, e le attività si articolano dal lunedì al venerdì in orario 10,00 – 15,00 con un’ora di pausa pranzo. Gli oneri relativi al vitto e al trasporto sono a carico dell’utenza.
I Comuni interessati dovranno inoltrare la richiesta di adesione al Laboratorio Didattico Ambientale entro il mese di maggio, tramite e-mail lda@provincia.fi.it o fax (0552761262). Nella richiesta occorre specificare il numero di giorni e dei gruppi che intendono partecipare, età dei ragazzi, Associazione gestore dei centri estivi e recapiti del referente, mezzi di trasporto utilizzati per i gruppi e i pasti.

Corso docenti EA 2012/2013/2014/2015

Corso docenti EA – 2015-2016 con link alle relazioni

1) CIDI Firenze – Carlo Fiorentini – L’educazione Ambientale e il rinnovamento del processo di insegnamento-apprendimento
2)Consorzio Lamma – Ramona Magno – Corsi di formazione per la realizzazione di unità di competenza con metodi innovativi – facciamo il punto
3)Scuola Primaria – Anna Dallai et al – Gli animali e i testi
4)Scuola Secondaria 1 grado – Paola Papini – Valentina Mariniello – Barbara Landi – David Seracini – Rosangela Zampieri – Il tempo della Natura e il tempo dell’uomo
5)Scuola Primaria – Sandra Nistri – Alessandra Scarcelli – Lucia Galli – Riciclabilandia 2014-15
6)Scuola Secondaria 1 grado – Laura Falsini – Dai nostri sensi al senso di relazione
7)Scuola Secondaria 2 grado – Claudia Polverini – Sereno è, sereno sarà

Corso per docenti referenti di educazione ambientale 2014. Scarica le relazioni!(relazioni disponibili su google drive)

Corso per docenti referenti di educazione ambientale 2013. Scarica le relazioni (relazioni disponibili su google drive)

Corso per docenti referenti di educazione ambientale 2012. Scarica le relazioni!
Corso per docenti referenti di educazione ambientale 2014. Scarica le relazioni!(relazioni disponibili su google drive)

Conferenza EA del 2012

Conferenza Provinciale su Educazione Ambientale – 18 e 19 ottobre 2012 – Parco Mediceo di Pratolino Informazioni e iscrizioni

Sistema regionale ambientale

La Regione coordina e contribuisce a finanziare le iniziative di Educazione Ambientale nel territorio.

Il Sistema Regionale di Educazione Ambientale rappresenta la sintesi delle politiche educative e ambientali della Regione e si è avvalso di  come struttura di supporto tecnico organizzativo, fino a che con Legge regionale 22 giugno 2009 n. 30 non è stata disegnata la Nuova disciplina dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana.

A partire dal 2004 il Sistema Regionale di Educazione Ambientale,  si è dotato di un proprio sistema di monitoraggio quali-quantitativo dei dati relativi ai progetti locali di educazione ambientale finanziati dai bandi provinciali. L’obiettivo è di ottenere, e successivamente elaborare, informazioni utili per il miglioramento continuo dei progetti, della loro gestione e del Sistema regionale di Educazione Ambientale.

La modalità con cui è stato costruito il sistema di monitoraggio rispecchia le metodologie tipiche dell’Educazione Ambientale. Le schede di monitoraggio sono state elaborate, secondo un approccio integrato e partecipato, da un gruppo di lavoro composto da ARPAT, da referenti provinciali per l’educazione ambientale e da alcuni soggetti proponenti progetti.

Il progetto INFEA

Indice dell’importanza dell’educazione ambientale, come veicolo di cultura e informazione sulle questioni ambientali, il progetto INFEA (acronimo di INformazione, Formazione, Educazione Ambientale) è l’attività che il Ministero dell’Ambiente promuove in questo settore da più di un decennio.

Fin dai primi anni ’90, il Ministero favorisce e finanzia interventi finalizzati a coordinare le azioni dei diversi soggetti sparsi sul territorio italiano, impegnati nell’educazione ambientale.
Grazie ai progetti di collaborazione fra le strutture e alla nascita di reti locali, che hanno incentivato la formazione degli operatori, sono emersi una cultura e un linguaggio comune all’interno dei soggetti che fanno capo al Sistema INFEA.

Attraverso diversi strumenti di supporto il Ministero ha costruito alleanze con Enti locali, Università, Istituti di ricerca, mondo del volontariato, in cambio ha richiesto l’adesione ad un progetto di cooperazione, di scambio di esperienze, di impegno alla informazione reciproca.

Le funzioni individuate come essenziali per il Sistema INFEA sono sei:

  • educazione ambientale orientata alla cittadinanza in una società sostenibile,
  • formazione ambientale orientata alla costruzione di una società sostenibile,
  • animazione e supporto dei processi di sviluppo territoriale,
  • informazione e comunicazione orientate all’educazione ambientale,
  • ricerca e valutazione,
  • coordinamento inteso come promozione e manutenzione della coerenza tra obiettivi ed azioni.

Ventennale LDA

lda
Il Laboratorio Didattico Ambientale di Villa Demidoff ha compiuto 20 anni. Tanti infatti ne sono trascorsi da quando nel marzo 1994 é iniziata la sua attività. In questo lungo periodo quasi duecentomila ragazzi, accompagnati da più di 8000 insegnanti, sono passati da Villa Demidoff compiendo un percorso di educazione ambientale. Sono stati anni significativi durante i quali si è venuta costruendo un’esperienza forse unica anche a campo regionale.
Per rammentare questa ricorrenza il 20 marzo 2014 è stato organizzato un incontro – evento che, lungi dal voler essere un momento celebrativo, ha voluto invece essere il tentativo di trarre un bilancio per comprendere il cammino percorso e soprattutto come procedere per il futuro. Sono stati con noi in questa riflessione collettiva tanti insegnanti, dirigenti scolastici, operatori del settore, associazioni, i Comuni e le Zone ciascuno col suo contributo e la sua esperienza particolare.
Il piccolo volume che abbiamo editato per questa circostanza (scaricabile in pdf), titolato “20 anni di educazione ambientale a Villa Demidoff” è ancora disponibile in cartaceo e può essere richiesto a lda@provincia.fi.it .

Camminare nel verde

Il progetto Camminare nel verde per motivi di natura economico-finanziaria non è più operativo. Giunto infatti nell’anno scolastico 2011-2012 alla sua 28a edizione è stato sospeso forse in forma definitiva. Nel fornire questa informazione abbiamo però deciso di lasciare in queste pagine la documentazione che riguarda il progetto e le sue modalità di svolgimento.
Ci è parso infatti opportuno mantenere una memoria storico – documentaria di questo progetto che, protrattosi per circa 30 anni, ha visto l’adesione di moltissime classi, insegnanti ed Associazioni.
Camminare nel Verde è un progetto di educazione ambientale della Provincia di Firenze che, insieme ad altre iniziative, intende favorire nei giovani la conoscenza dell’ambiente e una maggiore attenzione verso i problemi della sostenibilità ambientale e quindi del rispetto e della conservazione del territorio.
L’originalità di questo progetto è data da una forte sinergia tra l’Ente Locale, le Associazioni ambientaliste e le scuole della nostra Provincia, i cui studenti hanno la possibilità di effettuare escursioni nell’ambiente naturale, accompagnati da guide che trasmettono loro i valori e l’entusiasmo dell’associazionismo ecologico.
L’edizione 2011-2012 di Camminare nel Verde si caratterizza per la partecipazione con ruolo di cotitolari  di due Consorzi di Bonifica: quello della Toscana Centrale e quello dell’Area Fiorentina. I Consorzi infatti hanno sottoscritto con la Provincia di Firenze uno specifico protocollo di intesa in base al quale è stata formalizzata questa collaborazione
A seguito di questa collaborazione le tematiche delle gite – trekking di Camminare nel Verde si sono arricchite notevolmente aprendosi alla problematica della risorsa idrica e agli ambienti naturali che la riguardano. L’avvenuto sodalizio dimostra una volta di più il valore strategico dell’integrazione e della sinergia in materia di educazione ambientale.

Settimana UNESCO di educazione allo sviluppo sostenibile

24 – 30 novembre 2014
Brochure della giornata del 27 novembre

Il Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESS) è stato proclamato per il periodo 2005-2014 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha affidato all’UNESCO il compito di coordinare e promuovere le attività del Decennio.
Finalità del Decennio è quella di sensibilizzare governi e società civili di tutto il mondo verso la necessità di un futuro più equo ed armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta, valorizzando il ruolo che in tale percorso è rivestito dall’educazione.
L’educazione in tale contesto va intesa in senso ampio, come istruzione, formazione, informazione e sensibilizzazione. Va dall’educazione scolastica alle campagne informative, dalla formazione professionale alle attività del tempo libero, dai messaggi prodotti dai media a quelli più in generale del mondo artistico e culturale.
Ricomprende tutti gli input che provengono dalla società e ne contribuiscono a formare i valori e la cultura.
La “cultura della sostenibilità” è una cultura basata su una prospettiva di sviluppo durevole di cui possano beneficiare tutte le popolazioni del pianeta, presenti e future, e in cui le tutele di natura sociale, quali la lotta alla povertà, i diritti umani, la salute vanno a integrarsi con le esigenze di conservazione delle risorse naturali e degli ecosistemi trovando sostegno reciproco.
La scelta di dedicare un decennio internazionale all’educazione sostenibile trova origine nel Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (Johannesburg 2002).

Principi del DESS
L’educazione allo sviluppo sostenibile, in tutti i contesti in cui opera, formali o informali che siano, si caratterizza per i seguenti elementi:

Interdisciplinarietà: lo sviluppo sostenibile deve inserirsi nell’intero programma didattico – non costituisce materia di insegnamento a sé;

Acquisizione di valori: più che trasmettere passivamente nozioni, è importante in via prioritaria puntare a far comprendere i valori che sono alla base dello sviluppo sostenibile;

Sviluppo del pensiero critico e ricerca della risoluzione dei problemi: lo scopo dell’educazione è portare l’individuo a credere in se stesso di fronte ai problemi e alle sfide sempre nuove poste dallo sviluppo sostenibile, e in questo modo fornirgli gli strumenti per ricercare risposte concrete da applicare nella vita quotidiana e professionale;

Molteplicità di metodologie: è necessario utilizzare metodologie didattiche stimolanti e innovative, e soprattutto interattive, quali le esperienze pratiche, le attività all’aria aperta, i giochi, e far uso di materiali multi-mediali, artistici…tutti strumenti a supporto di un’educazione che sia davvero di qualità;

Decisioni condivise e “partecipate”: i discenti devono essere invitati a partecipare attivamente non solo nella pratica, ma anche nella programmazione dell’apprendimento;

Importanza del contesto locale: attenzione particolare va riservata alle problematiche locali; ed anche le questioni globali vanno trattate utilizzando il linguaggio più familiare al discente.

L’educazione alla sostenibilità non è dunque volta a fornire risposte puntuali a problemi specifici, quanto piuttosto a stimolare il pensiero critico, il senso d’incertezza e del limite riferito agli effetti  del nostro agire quotidiano, indurre il senso di collettività e responsabilità nei confronti del mondo in cui viviamo.

Comunità scolastiche sostenibili

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Un progetto di partecipAzione rivolto alle scuole secondarie di II grado della Città Metropolitana di Firenze