La Sindaca Metropolitana Sara Funaro: “Un momento simbolico e concreto per ricordare una delle pagine più tragiche della nostra storia e l’impegno di chi si mobilitò per aiutare la città”
Negli spazi della Stalla Medicea e nell’alveo del Mugnone saranno esposti circa cinquanta scatti del fotoreporter Giorgio Lotti, che documentò in prima linea la tragedia del 1966, ritraendone luoghi e protagonisti. Il Museo dei Marmi ospiterà invece una selezione di fotografie e documenti provenienti dagli archivi dell’Esercito Italiano, dedicata al contributo dei militari e ai soccorsi prestati alle vittime dell’alluvione, a Firenze e nei territori limitrofi.
Negli spazi del Percorso Archeologico, nella Stalla Medicea e nell’alveo del Mugnone, sono presentati circa cinquanta scatti del fotoreporter Giorgio Lotti, che nel 1966 ebbe modo di seguire in prima linea la tragedia dell’alluvione, immortalandone luoghi e personaggi a cura di Laura Tenti e Mara Moscano.
Nel Museo dei Marmi è invece allestita una selezione di fotografie e documenti degli archivi dell’Esercito Italiano che racconta il contributo e i soccorsi prestati dai militari dei vari battaglioni alle vittime dell’alluvione, sia in città sia nei luoghi limitrofi.
La Sindaca Sara Funaro: «Un momento simbolico e concreto per ricordare una delle pagine più tragiche della nostra storia e l’impegno di chi si mobilitò per aiutare la città”
“Questo è un altro momento importante delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario dell’alluvione – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro – Ci tengo a ringraziare Giorgio Lotti per essere qui con noi e soprattutto per aver donato alla città di Firenze immagini bellissime, che ci restituiscono il ricordo di uno dei momenti più tragici della nostra storia. È una mostra significativa, che si affianca a quella dedicata all’Esercito e al suo intervento durante l’emergenza. I militari scesero immediatamente nelle strade per aiutare la città e continuarono a essere presenti anche negli anni successivi, ogni volta che si presentarono situazioni di difficoltà e necessità. Si tratta di un’iniziativa dal forte valore simbolico e concreto, che contribuisce a portare avanti le celebrazioni e a ricordare come Firenze sia stata allora al centro dell’attenzione internazionale e continui ancora oggi a rappresentare un punto di riferimento”.
Particolarmente significativa la testimonianza di Giorgio Lotti, che ha voluto mettere a disposizione della città il proprio patrimonio fotografico, affinché soprattutto le nuove generazioni possano conoscere e comprendere quanto accaduto nel novembre del 1966: “Sono felice di aver realizzato questa mostra, soprattutto per le nuove generazioni che non hanno vissuto direttamente quei momenti – ha raccontato Lotti –. Una sera, intorno alle 22, arrivarono le notizie delle difficoltà che stava attraversando la città. Presi la macchina fotografica e partii. Arrivai a Firenze durante la notte e, dopo aver cercato riparo, all’alba iniziai a documentare quanto stava accadendo. Per tutta la giornata, immerso nell’acqua, realizzai le fotografie che oggi è possibile vedere in questa esposizione. Spero che questo mio lavoro possa essere stato utile”.
Anche l’Esercito italiano partecipa alle celebrazioni con una mostra che valorizza documenti e immagini provenienti dagli archivi militari e da raccolte fotografiche. Un’occasione per ricordare il contributo fondamentale dei militari nei soccorsi e nelle operazioni di ripristino della città.
Il rappresentante del Comando Militare Esercito Toscana, il Colonnello Paolo Cespi, nel portare i saluti del Comandante, ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale che ha reso possibile l’iniziativa: “Nel 1966 il nostro comando, allora Comando regionale militare toscano, coordinò gli interventi dell’Esercito italiano. Furono impiegati circa 8.500 uomini, impegnati a spalare il fango, liberare le strade, soccorrere e salvare le persone, ripristinare i collegamenti e la viabilità. I militari intervennero anche per contribuire alla salvaguardia del patrimonio artistico, lavorando, tra gli altri luoghi, nella Basilica di Santa Croce”.
Attraverso il materiale recuperato dall’Archivio dello Stato Maggiore dell’Esercito e le fotografie di autori che hanno documentato quei giorni, è stata realizzata un’esposizione che restituisce il valore storico e umano di quell’intervento.
Le due mostre rappresentano un’importante occasione per custodire la memoria dell’alluvione, rendere omaggio a quanti si mobilitarono per soccorrere Firenze e trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, della collaborazione e del servizio alla comunità.

Sara Funaro – Giorgio Lotti (foto Antonello Serino Met Ufficio Stampa)

Per le vie di Firenze, dopo l’Alluvione, negli scatti di Giorgio Lotti e dell’Esercito Italiano”: una mostra fotografica in Palazzo Medici Riccardi

Locandina Mostra “Per le vie di Firenze, dopo l’Alluvione, negli scatti di Giorgio Lotti e dell’Esercito Italiano”in Palazzo Medici Riccardi

