Pro Loco

La Pro-loco è un’associazione senza scopo di lucro che opera per lo sviluppo del territorio e del turismo locale, attraverso pubblicazioni, promozione di prodotti gastronomici tipici, organizzazione di eventi e altro ancora.

– Come opera e con quali soggetti collabora
– Riconoscimento della pro loco e albo provinciale
– Può una pro loco non iscriversi all’albo provinciale?
– Come fondare una pro loco – L’Unione italiana della pro loco (UNPLI)
– Rapporti fra la pubblica amministrazione e le pro loco in Toscana 
– Origine e storia delle pro loco
– Riferimenti normativi
Informazioni, uffici e contatti

Come opera e con quali soggetti collabora

La pro loco coopera con gli enti locali per:

  • realizzare iniziative idonee a favorire la conoscenza, la tutela e la valorizzazione delle risorse turistiche locali;
  • organizzare attività idonee a favorire la promozione del patrimonio artistico, delle tradizioni culturali, artigianali ed enogastronomiche locali;
  • dare vita a iniziative atte a migliorare le condizioni di soggiorno dei turisti;
  • garantire i migliori servizi di assistenza al turista, anche mediante la gestione, da parte delle pro loco iscritte agli albi provinciali, di servizi di informazione e accoglienza a carattere locale affidati dagli enti locali di riferimento.

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Riconoscimento della pro loco e albo provinciale

La Regione Toscana riconosce le associazioni pro loco come strumenti di promozione dell’accoglienza turistica e disciplina la tenuta dell’albo provinciale, istituito e aggiornato dalla Città Metropolitana di Firenze: consulta quello della Città Metropolitana di Firenze (aggiornato a novembre 2016).

L’albo raccoglie 36 pro loco distribuite in 29 Comuni della provincia (su 44).

Per l’iscrizione all’albo provinciale devono concorrere le seguenti condizioni:

  • lo statuto dell’associazione deve sancire un ordinamento interno a base democratica e determinare un’organizzazione funzionale conforme alle norme del codice civile
  • l’associazione deve aver già operato per almeno due anni
  • le entrate per le quote associative e per contributi vari di enti, associazioni e privati nonché le eventuali altre entrate derivanti dallo svolgimento di attività attinenti ai compiti della pro loco, devono essere adeguate al perseguimento delle finalità statutarie dell’associazione

Ai fini dell’iscrizione all’albo provinciale, l’associazione pro loco interessata deve presentare apposita domanda alla Città Metropolitana competente per territorio, corredata dei dati necessari a comprovare la sussistenza delle condizioni richieste dal codice civile

La Città Metropolitana, sentito il Comune interessato, provvede in ordine all’iscrizione dell’associazione pro loco nell’albo provinciale. Qualunque modificazione dello statuto di una pro loco iscritta all’albo deve essere comunicata alla Città Metropolitana entro il termine di novanta giorni dall’approvazione. La Città Metropolitana ne verifica la conformità con i requisiti previsti dalla normativa.

Ai fini dell’iscrizione, occorre inoltre:

  • che nel territorio comunale in cui opera una pro loco non ne sia attiva un’altra con la stessa denominazione iscritta all’albo
  • che gli organi costitutivi dichiarino la disponibilità a sottoporsi al controllo regionale (o della Città Metropolitana)
  • che nella località dell’istituenda pro loco vi sia adeguata presenza di attrattive turistiche e di strutture ricettive

L’iscrizione all’albo provinciale costituisce condizione per svolgere, in cooperazione con gli enti locali, le attività di promozione e di cooperazione, sopra elencate, e per ottenere l’affidamento dei servizi di informazione e accoglienza turistica a carattere locale; tali servizi possono essere affidati mediante convenzione qualora vi sia un’unica associazione pro loco operante nella località in cui ha sede l’ufficio.

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Può una pro loco non iscriversi all’albo provinciale?

L’iscrizione all’albo provinciale non è obbligatoria e vi sono associazioni, operanti anche nella provincia di Firenze, che non figurano nell’albo.
L’iscrizione è però consigliata ai fini dell’inserimento nei siti istituzionali, in primo luogo quello della Città Metropolitana di Firenze.

L‘iscrizione è necessaria per avviare rapporti di collaborazione con gli enti locali e per beneficiare di eventuali finanziamenti e contributi.

Al fine di poter gestire alcuni servizi in affidamento (anche di tipo turistico e di promozione), le pro loco devono iscriversi al registro regionale delle associazioni di promozione sociale (APS) e stipulare apposite convenzioni con i Comuni e con gli enti pubblici, come previsto dalla legge n. 383 del 2000 e dalla legge regionale n. 42 del 2002 della Toscana. Per avere informazioni su questi aspetti e su come fare l’iscrizione al Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale, organizzato in Sezioni Provinciali gestite dalle Province, rivolgersi a

Ufficio Politiche Sociali/Non-Profit della Città Metropolitana di Firenze
Via Giuseppe Saverio Mercadante, 42 – 50144 Firenze
tel. 055 2760524, fax 055 2760522
email non-profit@cittametropolitana.fi.it
sitoweb www.cittametropolitana.fi.it/politiche-sociali/non-profit
Registro Regionale Associazioni di Promozione Sociale

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Come fondare una pro loco – L’Unione italiana della pro loco (UNPLI)

Per sapere come fondare una pro loco, come deve essere costituita, se deve avere personalità giuridica oppure no e altre informazioni dettagliate, si può consultare il sito www.unioneproloco.it al link www.unpli.info dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (UNPLI), federazione nata nel 1962 e che raggruppa, in Italia, circa seimila pro loco. L’UNPLI è presente anche in Toscana, si veda il sito www.unplitoscana.it.

L’UNPLI è presente sull’intero territorio nazionale con strutture regionali e provinciali (anche a Firenze e provincia) ed è impegnata nella realizzazione di progetti in ambito culturale, sociale, ambientale e nella costruzione di una rete di relazioni fra le pro loco e i principali interlocutori istituzionali, imprenditoriali e con le realtà dell’associazionismo e del volontariato.

A titolo esemplificativo, la pro loco si fonda mediante un atto costitutivo di natura pubblica, cioè un contratto tra più soggetti, nel quale si specificano la denominazione, le finalità, la consistenza del patrimonio, la sede, i legali rappresentanti, accompagnando l’atto costitutivo allo statuto dell’associazione, che definisce le regole sull’organizzazione interna e sull’amministrazione della pro loco.

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Rapporti fra la pubblica amministrazione e le pro loco in Toscana

Le forme e le modalità di collaborazione, previste dalle leggi e dai regolamenti regionali vigenti, fra gli enti pubblici e le pro loco, sono rivolti alla realizzazione di progetti di valorizzazione del territorio.

La Regione riconosce le associazioni pro loco, disciplina le modalità e le condizioni per l’espletamento delle funzioni di cooperazione con gli enti locali nonché la tenuta dell’albo provinciale.

La Città Metropolitana istituisce e aggiorna l’albo delle pro loco, riceve le domande competenti per territorio ai fini dell’iscrizione all’albo, provvede all’iscrizione o alla cancellazione, sentito il parere del Comune interessato, registra le modificazioni intervenute nello statuto, verificandone la conformità ai requisiti previsti per l’iscrizione, verifica e controlla la sussistenza delle condizioni che hanno dato luogo all’iscrizione di una pro loco nell’albo provinciale e cura i rapporti con le pro loco ai fini della valorizzazione dei progetti turistici del territorio.

Il Comune fornisce parere alla Città Metropolitana circa l’iscrizione o la cancellazione della pro loco dall’albo, collabora con la pro loco nella realizzazione dei servizi di informazioni e accoglienza a carattere locale e contribuisce, con la Città Metropolitana, alla realizzazione dei progetti di sviluppo e di promozione del territorio.

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Origine e storia delle pro loco

Nel 1881 nel Trentino, a Pieve Tesino, venne fondata la Società di abbellimento, che divenne poi la prima pro loco italiana. Negli anni Venti fu dato sviluppo e autonomia alle pro loco dall’Ente Nazionale Italiano per il Turismo; il regime in realtà le sfavorì e depresse, privilegiando un’azione accentratrice e di controllo operata attraverso le Aziende di cura, soggiorno e turismo che, istituite nel 1926, dipendevano dal Ministero degli Interni, con numerosi vincoli posti a carico delle pro loco da parte del Ministero della stampa nel corso degli anni Trenta. Dopo l’ultima guerra riprese lo sviluppo delle pro loco, che raggiunsero il numero di milletrecento. Il loro primo riconoscimento giuridico avvenne solo con la legge n. 174 del 1958, che fra l’altro prevedeva l’istituzione dell’albo provinciale attuato, però, con decreto ministeriale del gennaio 1965: le pro loco passarono a essere associazioni private aventi rilevanza pubblica. Il decreto presidenziale n. 6 del gennaio 1972 trasferiva dallo Stato alle Regioni la responsabilità della tenuta dell’albo, subordinando di fatto l’iscrizione alla costituzione dell’associazione per atto pubblico e alla previsione statutaria finalizzata alla valorizzazione turistica. La legge quadro sul turismo (del 1983, ora soppressa) inquadrò le pro loco nella struttura organizzativa turistica regionale, consentendo   anche che gli uffici di informazioni e accoglienza istituiti presso le pro loco potessero assumere la denominazione di IAT, identica cioè a quella attribuita agli IAT istituiti dalle Aziende di promozione turistica (APT, attualmente soppresse). Non se ne trova cenno nell’ultima legge nazionale sul turismo, il cosiddetto Nuovo Codice, entrato in vigore nel maggio del 2011. In osservanza al principio di sussidiarietà, l’azione legislativa regionale tende ad armonizzare l’offerta turistica e lo sviluppo del territorio coniugando il livello pubblico e quello privato.

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Riferimenti normativi

– Costituzione della Repubblica Italiana, articoli 18 e 117
– Codice civile, articoli 36-42 sull’associazionismo non lucrativo
– Legge n. 398 del 1991  e legge n. 460 del 1997, Disciplina tributaria delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale
– Legge n. 383 del 7 dicembre 2000, Disciplina dell’associazionismo per la promozione sociale
– Legge costituzionale n. 3 del 2001, Riforma del Titolo V della Costituzione Italiana
– Regolamento attuativo (della legge regionale n.42 del 2000) n.18/R del 23 aprile 2001 e successive modificazioni (articoli 7-10)
Legge regionale n. 42 del 9 dicembre 2002, Disciplina delle associazioni di promozione sociale
– Atto dirigenziale della Provincia di Firenze n.507 del 4 febbraio 2002 (istituzione dell’albo delle pro loco).
Legge regionale n. 86 del 20 dicembre 2016

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[a cura di U.O. Servizi alle imprese, controlli e statistiche ]

[a cura di U.O. Agenzie di viaggio, Professioni turistiche e Pro Loco ]