Qualità dell’aria con i Piani di azione comunale. Si parte da Firenze

PacPrima inviti e raccomandazioni ad adottare comportamenti virtuosi. Poi, se l’inquinamento non si abbassa, riduzione del periodo giornaliero di funzionamento degli impianti di riscaldamento, divieto di accesso e transito, in precise fasce orarie, in tutto il centro abitato per motocicli a 2 tempi Euro 1; autovetture a benzina Euro 1 e a diesel Euro 2 ed Euro 3, veicoli diesel Euro 1 per il trasporto merci e veicoli commerciali diesel euro 2. Sono alcuni dei provvedimenti straordinari, da adottare in caso di livelli alti di smog, contenuti nel ‘Piano comunale per la qualità dell’aria 2016-2019’ (Pac) di Firenze contenuto nella delibera dell’assessore all’Ambiente Alessia Bettini approvato dalla giunta. Le linee di azione sono state presentate in un incontro in Palazzo Vecchio dall’assessore Bettini e da Alessandro Manni, consigliere delegato all’Ambiente della Città Metropolitana di Firenze, l’ente che coordina i Pac.

“Il Pac – ha spiegato l’assessore Bettini – è uno strumento di pianificazione dell’amministrazione comunale, previsto dalle normative, che contiene una serie di interventi che si intende mettere in atto per la riduzione delle emissioni di inquinanti in atmosfera ed il conseguente miglioramento della qualità dell’aria”.

“I Piani di azione comunale – ha osservato il consigliere delegato Alessandro Manni – sono una necessità e una prospettiva. Da Firenze e il cosiddetto agglomerato urbano fino a tutti i comuni del territorio, adottiamo pratiche incisive – dall’uso delle auto alle caldaie – per migliorare la qualità dell’aria. Lo faremo presto anche sotto un solo logo con la campagna di comunicazione della Metrocittà, che coordina i Pac e punta a raggiungere tutti i cittadini della comunità metropolitana”.

Il Pac di Firenze sperimenta un modello nel quadro del coordinamento svolto dalla Città Metropolitana per le azioni da adottare in tutti i Comuni del territorio.

Come è noto, è stato siglato un protocollo d’intesa tra la Regione Toscana, che è titolare della materia, e la Città Metropolitana di Firenze per prevenire l’inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili.

Nel solo agglomerato urbano di Firenze (comprensivo del capoluogo e degli otto comuni più vicini) si è potuto registrare che le polveri sono determinate soprattutto dalla combustione di biomasse anche se il traffico è una causa non trascurabile (7 per cento).

Con il protocollo si accordano i suoni da una parte per gli interventi, su scala regionale, nei Comuni e negli agglomerati urbani; dall’altra si recepisce il coordinamento che la Città Metropolitana di Firenze, deciso nella Conferenza con i sindaci promossa dal Sindaco Dario Nardella il 17 febbraio scorso, svolge a servizio dei Comuni per interventi di medio-lungo termine.
Si tratta di rinnovare e allargare a tutti i Comuni le misure adottate contro smog e polveri sottili per il cosiddetto agglomerato urbano di Firenze in modo da superare una logica emergenziale e acquisirne una preventiva, per soluzioni permanenti dei problemi. Decisivo l’apporto di Arpat, Lamma e degli assessorati all’Ambiente e alla Sanità.
Il lavoro di coordinamento consente di presentarsi in sede europea per accedere ai fondi Ue e reperire le risorse necessarie a realizzare i provvedimenti strutturali per l’abbattimento delle polveri sottili.

Il Pac del Comune di Firenze è articolato in due parti: la prima, introduttiva che fornisce il quadro conoscitivo; la seconda che riporta l’elenco degli interventi da adottare che si suddividono, a loro volta, in strutturali e contingibili: i primi hanno carattere permanente e con la loro adozione si ottiene una riduzione delle emissioni che si mantiene costante nel tempo; gli altri hanno la peculiarità di essere limitati nel tempo e nello spazio e vengono stabiliti in modo coordinato e condiviso da tutti i Comuni dell’agglomerato di Firenze: Firenze, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Scandicci, Sesto Fiorentino, Calenzano, Lastra a Signa, Signa. In questa area sono presenti 7 stazioni di misura: 4 stazioni urbane-fondo (a Boboli, in viale Ugo Bassi, a Scandicci ed a Signa); 2 stazioni urbane-traffico (in viale Gramsci e in via Ponte alle Mosse); 1 stazione sub urbana fondo a Settignano.
«Il Pac deve essere redatto dai Comuni dell’agglomerato – ha aggiunto l’assessore all’ambiente – per programmare interventi per ridurre le emissioni di ossidi di azoto e PM 10. La media annuale di biossido d’azoto NO2 è sempre stata rispettata nelle stazioni urbane fondo ma non nelle stazioni urbane traffico. Quanto al PM10 il limite di 35 giorni l’anno, ammesso per il superamento del valore giornaliero, è sempre stato rispettato nelle stazioni urbane fondo e da due anni è stato rispettato anche nelle stazioni urbane traffico. Tali condizioni, per il Pac, devono mantenersi per altri tre anni per consolidare il dato positivo».

Interventi strutturali – Hanno carattere permanente e con la loro adozione si ottiene una riduzione delle emissioni che si mantiene costante nel tempo. Tre i settori di intervento: mobilità, climatizzazione degli edifici; risparmio energetico; informazione al pubblico ed educazione ambientale.
Interventi strutturali sulla mobilità – Nella ztl sono previste limitazioni alla circolazione dei veicoli euro 1 a benzina ed euro 2 diesel. Scatteranno a partire dal marzo 2018, data prevista per l’entrata in esercizio delle linee 2 e 3 della tramvia. Tali limitazioni saranno applicate in modo progressivo e rese totali entro il periodo nel quale sarà in vigore il piano. Sarà approntato un programma nel quale dovrà essere definita la tipologia dei veicoli interessati e l’articolazione temporale dei provvedimenti da adottare con i Comuni dell’agglomerato per l’estensione della limitazione alla circolazione dei veicoli.
Interventi strutturali per la climatizzazione degli edifici e il risparmio energetico – Il Pac individua, anzitutto, gli interventi sugli impianti termici e l’efficientamento energetico negli edifici comunali. Per quelli non abitativi (come piscine, palestre, uffici scuole) sono previsti interventi sui dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento, di distribuzione contenimento della dispersione del calore o del fresco con coibentazioni.
Per gli immobili comunali per edilizia residenziale pubblica (Erp) si prevede di realizzare i nuovi con la massima efficienza energetica e di ottimizzare gli edifici esistenti. A questi si aggiungono la verifica della manutenzione degli impianti termici privati (nel prossimo biennio, passeranno da 9.000 a 10.500 all’anno) e interventi per l’ammodernamento degli impianti termici privati incentivando, ad esempio, la sostituzione delle caldaie con vetustà maggiore di 15 anni, con generatori di calore “Low NOx” (si valuterà, inoltre, la possibilità di erogare incentivi comunali per la sostituzione delle caldaie più obsolete).

Interventi contingibili – Potranno essere adottati solo in caso di sforamento del parametro del PM10. Sono previsti due moduli, a seconda che si raggiunga il valore 1 o il valore 2 dei cosiddetti ‘indici di criticità della qualità dell’aria’ (ICQA). Il primo modulo si attiva di default nel periodo dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno. Gli interventi prevedono inviti e raccomandazioni a comportamenti virtuosi per ridurre le emissioni, in particolare per l’utilizzo di biomassa per riscaldamento e abbruciamento all’aperto di residui vegetali.
Il secondo si attiva sempre dal 1° novembre al 31 marzo di ogni anno se, sommando il numero di superamenti delle soglie limite registrati nei 7 giorni precedenti ed il numero dei cosiddetti ‘semafori rossi’ (quando le previsioni meteo non consentono la dispersione dello smog) dei 3 giorni successivi, per una finestra temporale complessiva di 10 giorni, si raggiunge almeno il valore 7.
Gli interventi riguardano la riduzione del periodo giornaliero di funzionamento degli impianti di riscaldamento, alimentati a gasolio o pellet, ad otto ore giornaliere e riduzione della temperatura dell’aria negli ambienti, a 18°C negli edifici adibiti a civile abitazione e a 17°C negli edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili; il divieto di utilizzo di legname in caminetti aperti o chiusi e in stufe tradizionali per riscaldamento laddove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento; il divieto di accesso e transito dalle 8.30 alle ore 12.30 e dalle 14.30 alle ore 18.30 in tutto il centro abitato a motocicli a 2 tempi Euro 1; autovetture a benzina Euro 1 e a diesel Euro 2 ed Euro 3, veicoli diesel Euro 1 per il trasporto merci e veicoli commerciali diesel euro 2. (fn) (mb)

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