Mibac. Nardella e Decaro scrivono a Bonisoli

Dario NardellaIn qualità di Sindaco di Firenze e coordinatore Anci delle Città Metropolitane, Dario Nardella, insieme al Presidente dell’Anci Antonio Decaro, ha scritto al Ministro Alberto Bonisoli sulla riorganizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) “da Lei approntata e recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri.
Vogliamo rappresentarLe alcune nostre preoccupazioni sui contenuti del recente Dp.C.M..
Tali nostre osservazioni non intendono alimentare alcun dibattito politico ma, al contrario, rappresentano un invito a un confronto Istituzionale costruttivo, per riconsiderare alcuni aspetti della riorganizzazione che riteniamo possano avere un impatto sulle nostre Città con conseguenze penalizzanti nei confronti dei territori che amministriamo.
Un aspetto che su tutti ci mette in grande difficoltà è la dichiarata perdita della autonomia di alcune tra le maggiori istituzioni culturali delle nostre Città che, a fronte di questa modifica non avrebbero più autonomia amministrativa e contabile.
Ciò, oltre a penalizzare il funzionarnento del sistema museale nazionale, potrebbe anche ridurre l’apporto statale al miglioramento e all’efficientamento dei servizi culturali nelle nostre piazze e rivolto, soprattutto, alle nostre comunità.
Riteniamo che dalle nostre Città, con una identità culturale cosi forte e caratterizzante, possano provenire spunti, considerazioni e argomenti importanti che risulterebbero sicuramente utili nell’affontare un passaggio delicato come 1a riforma della governance e della gestione delle istituzioni, tra le maggiori protagoniste della scena culturale nazionale.
In particolare, i Sindaci delle grandi Citta d’Arte possono fornire gli elementi in grado di mettere ln luce pregi e difetti di quel processo di riforma del sistema museale statale, avviato nel 2014.

Alla luce di quanto sopra, crediamo che il mancato confronto sia una lacuna da colmare per il buon esito, soprattutto in questo caso dove si va purtroppo a diminuire e non ad aumentare — il numero di istituti autonomi e di poli museali dello Stato.
Sig. Ministro, consideri questa nostra come una piena disponibilità al dialogo e alla costruzione di un confronto nel merito, che riteniamo assolutamente opportuno e che siamo certi — Le potrebbe dare una lettura autorevole e ragionata degli effetti della riforma, da parte di chi quotidianamente amministra con totale dedizione le Città d’Arte e di cultura del nostro Paese.
Nell’attesa di conoscere la disponibilità per un incontro, voglia gradire i nostri più distinti saluti”.

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