Normativa

Introduzione

La recente evoluzione dell’ordinamento giuridico, in relazione al riconoscimento dei diritti umani e di quello all’ambiente, implica il riconoscimento del diritto alla Protezione Civile come fondamentale della persona.

Nell’articolo 2 della Costituzione, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come individuo sia come collettività, rientra non solo il diritto alla integrità della vita, come inviolabile dell’uomo, ma anche quello alla tutela dell’integrità dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente stesso ove normalmente la persona umana svolge la sua attività.

Gli articoli 9 e 32 della Costituzione indicano, inoltre, la protezione della natura e dell’ambiente fra i compiti della Repubblica.
L’art. 9 dispone, infatti, che “la Repubblica tuteli il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione” e l’art. 32 sancisce che “la Repubblica tuteli la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, ponendo in rapporto diretto natura, ambiente e salute umana.

Conseguentemente, la Protezione Civile deve essere considerata un diritto fondamentale della persona umana, che deve essere adeguatamente protetta dai danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.

Il diritto alla protezione civile è anche un dovere di solidarietà sociale, che trova un oggetto di tutela penale nell’omissione di soccorso e nelle molteplici sfaccettature della tutela dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente.

La stessa Corte costituzionale, con sentenza n. 418 del 9 novembre 1992, ha sostenuto che “la protezione civile ha il fine di tutelare da eventi calamitosi beni fondamentali degli individui e della collettività”. Per garantire ciò è necessaria la mobilitazione non solo dell’apparato pubblico della Protezione Civile, ma anche dei volontari e della collettività in generale.

Vedi la normativa:

Ultimo aggiornamento: 14-07-2017

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