Conferenza Città Metropolitana-Regione Toscana: via all’intesa

I Palazzi della Regione e della Città Metropolitana di Firenze in via Cavour

Approvato protocollo per il funzionamento della principale sede di confronto dei due Enti

Il Consiglio metropolitano di Firenze ha approvato un protocollo d’intesa per il funzionamento della Conferenza Regione–Città metropolitana, luogo di confronto principale per individuare azioni e progetti per lo sviluppo economico e la dotazione di infrastrutture strategiche del territorio del nuovo ente.
La Conferenza è composta dal Presidente della Giunta regionale, che la presiede, dal Vice Presidente della Regione, dall’assessore competente ai rapporti con gli enti locali, dal Sindaco e dal Vice Sindaco della Città Metropolitana. Alle riunioni partecipano anche gli assessori regionali e i consiglieri metropolitani delegati per materia, su indicazione rispettivamente delle Presidente della Giunta regionale e del Sindaco della Città, quando le questioni affrontate li coinvolgono direttamente.
All’origine dell’intesa. illustrata all’Assemblea metropolitana dal consigliere Massimiliano Pescini, consigliere delegato per i Rapporto con gli organi istituzionali della Metrocittà, il rilievo costituzionale della Città Metropolitana e la legge regionale approvata il 25 febbraio scorso, ancora in attesa di promulgazione, che disciplina il riordino delle funzioni provinciali in attuazione della Legge Delrio. Questa legge tra le proprie finalità, si propone di valorizzare la Città metropolitana di Firenze, al fine di rafforzarne il ruolo di ente di governo del territorio metropolitano e di coordinamento dei Comuni che la compongono. All’articolo 5 è prevista l’istituzione della Conferenza Regione – Città Metropolitana. Il protocollo d’intesa, stilato di concerto con la Regione e approvato dalla Metrocittà, disciplina il funzionamento della Conferenza, la Legge regionale prevede la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra la Regione Toscana e la Città metropolitana di Firenze.
“Siamo i primi in Italia ad aver messo nero su bianco le modalità di relazione tra Regione e Città Metropolitana. Le altre Città Metropolitane – commenta Brenda Barnini, Vice Sindaco della Metrocittà di Firenze che ha presieduto il Consiglio – guardano con molta attenzione a questo passaggio. Si tratta di un protocollo che stabilisce di fatto che, su materie strategiche come lo sviluppo economico e il governo del territorio, tra Città Metropolitana e Regione Toscana, intercorra un rapporto alla pari di co-decisione”.
L’Assemblea ha respinto con i voti della maggioranza Pd un emendamento presentato dal consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Policastro perché in sede di Conferenza fossero presenti due consiglieri, l’uno regionale e l’altro metropolitano, espressioni delle minoranze. “Quando si affrontano questioni precipuamente a carico dell’esecutivo – ha spiegato Barnini – la responsabilità è di chi governa”. Per il capogruppo del Pd Francesca Paolieri “la Conferenza ha un ruolo esecutivo. Il confronto con la minoranza avviene in Consiglio”. Analoghe considerazioni ha fatto il consigliere Alessio Falorni (Pd): “C’è une responsabilità che è in capo a ghi governa questo ente”. Peraltro, ha spiegato Stefania Collesei (Pd), l’esecutivo si presenta in Conferenza “non con un mandato in bianco, ma col parere del Consiglio”.
Di conferenza “troppo monocolore” ha parlato Marco Semplici (Forza Italia). Riccardo Lazzerini (Territori Beni Comuni) ha rilevato per parte sua che “manca un ruolo di garanzia che invece è fondamentale”. Parere favorevole a un rappresentante della minoranze anche da parte di Anna Ravoni (Liste Civiche) che ha annunciato che avrebbe votato comunque a favore del protocollo. “Nessuno di noi è stato eletto direttamente – ha osservato Policastro (Movimento 5 Stelle) – Quando si parla di argomenti di rilevanza strategica, come il Piano di indirizzo territoriale, sarebbe necessario anche il parere dell’opposizione”.
Il protocollo d’intesa è stato approvato con i voti favorevoli di Pd e Liste Civiche. Astenuti Territori Beni Comuni, Forza Italia e Movimento 5 Stelle.
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