Via dei Sette Ponti

Via dei Sette Ponti

Antica “strata per quam itur ad Pontem de Sieve” (fonte: www.vieromee.it).

Via dei Sette Ponti

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Questa strada rivestiva un’importanza notevole per Firenze poiché, oltre a collegare la città con le terre del versante destro del Valdarno superiore, dove scorreva la cosiddetta via dei Sette Ponti che portava ad Arezzo, consentiva di raccordarsi, a Pontassieve, con il più orientale tra i percorsi transappenninici che si svolgevano nel contado fiorentino: la strada che, per Dicomano, San Godenzo e l’Alpe di San Benedetto, conduceva a Forlì. Per questo nel trecentesco elenco delle “strate et vie mastre” che appare nello Statuto del Capitano del Popolo è definita anche come la strada che “vadit versus Decomanum”.

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Da Arezzo era poi possibile prendere la “Via dell’Alpe di Serra”, via transappenninica che partendo dalla Romagna attraverso l’Alpe di San Benedetto, dopo Arezzo superava l’Appennino in Casentino e conduceva direttamente a Roma; era quindi considerata una importante alternativa alla Via Francigena.

Oggi è possibile ripercorrere questa antica Via partendo da Firenze, attraversando l’area protetta Torrente Mensola ed arrivando a Pontassieve.

L’intero percorso si svolge lungo strada asfaltate ed è quindi percorribile anche da disabili.

Viene attraversata una zona suggestiva delle colline fiorentine ricca di antiche dimore intervallate da coltivi. Da Pontassieve è possibile tornare a Firenze ripercorrendo lo stesso percorso oppure utilizzando il treno o l’autobus.

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Scheda tabellare del sentiero

Lunghezza (m) 6700
Tempo di percorrenza Andata: 02:45 / Ritorno: 02:45
Accesso Altro
Valore del sentiero interesse prevalentemente panoramico
Livello di difficoltà facile, turistico
Adatto/non adatto ai bambini Adatto a bambini ed anziani
Accessibile/non accessibile a persone disabili Accessibile a disabili
Descrizione dei singoli punti di interesse storico, naturalistico, architettonico, paesaggistico / panoramico Tra i punti d’interesse segnaliamo:

Ponte a Mensola:

località ai confini tra il Comune di Firenze e Fiesole (fa parte del Quartiere 2 di Firenze), sorta alle pendici delle colline di Settignano, Maiano e Vincigliata. Il nome Mensola, di origine etrusco-romana (Mels, Melsola, Mensola), da il nome sia al torrente, che nasce dal Monte Ceceri e si getta nell’Arno presso Varlungo, che all’abitato, di cui la parte più antica è sorta presso il ponte. Questi luoghi, descritti, cantati e resi celebri da G. Boccaccio nel Decamerone, nel Ninfale Fiesolano e nell’Ameto furono, secondo la leggenda, testimoni degli amori tra la ninfa Mensola e il guerriero Affrico. Dal ponte si originano la via del Ponte a Mensola (sponda destra) che, costeggiando il torrente, conduce dopo un breve tratto di strada in salita, alla chiesa di S. Martino a Mensola e la via di Vincigliata (sponda sinistra), che dopo pochi metri incrocia Via di Corbignano, dove due lapidi elencano i nomi dei personaggi illustri che hanno soggiornato, vissuto e operato in questi luoghi.

Castello di Mezzaratta (Villa Contri):

attorniata da belle guglie di cipressi, la villa, anticamente dei Rucellai, fu riedificata dalla famiglia Tedeschi verso il 1920 su progetto dell’architetto Adolfo Coppedè e prese il nome di Mezzaratta perché si trova a metà salita fra il Ponte a Mensola e Settignano. Il possente edificio, in stile neogotico, è impostato soprattutto sulla presenza dominante della torre merlata realizzata in pietra forte, il materiale più adatto alla costruzione di edifici a carattere medievale. Pur risultando  stilisticamente dissonante nell’armonioso e sereno paesaggio della collina, il castello s’impone scenograficamente, ma passandovi accanto perde molto della sua attrattiva, perché palesa i segni di una recente e falsa ricostruzione.

Storico

Chiesa di Santa Maria Assunta a Settignano e Oratorio della Santissima Trinità La chiesa di S. Maria e S. Lorenzo sul colle di Vincigliata fin dal Seicento dedicata solo alla Madonna e documentata fin dal XII secolo fu sempre di patronato delle varie famiglie che si succedettero nel possesso del vicino castello (Visdomini, Usimbardi, Alessandri ecc.). In origine aveva l’abside rivolto ad oriente e l’ingresso verso le cave di Monte Ceceri che le sta di fronte. Nel 1790 il parroco don Giovanni Battista Fabbrini le cambiò l’orientamento. Fra il 1977 e il 1978 il parroco don Giuseppe Pesci ha trasformato la sacrestia in una cappella dedicata a San Lorenzo la cui vita è narrata tramite figure in terracotta realizzate dall’artista fiesolana Amalia Ciardi Duprè. Successivamente la scultrice ha realizzato nel abside un grosso bassorilievo in terracotta raffigurante Momenti dell’intervento di Dio nella storia umana. Il piccolo oratorio ad aula unica fu restaurato dagli Alessandri nel Quattrocento, come documentano gli stemmi con la pecora bicipite stemma della famiglia che ancora ornano gli archivolti. Durante i restauri si ricostruito il campanile e furono commissionate opere di pregio per l’interno. Sull’altare fu deposto collocato un dipinto del 1443-45 di Filippo Lippi (oggi al Metropolitan Museum of Art di New York) raffigurante San Lorenzo in trono, i Santi Cosma e Damiano, Sant’Agostino, Sant’Antonio, il committente e i figli.

Oggi si può ancora ammirare ancora un busto di San Lorenzo in terracotta della bottega di Donatello, un ciborio in marmo di scuola settignanese del Quattrocento con gli stemmi degli Alessandri e Fabrini e un elegante lavabo di pietra della maniera di Giuliano da Maiano.

Mezzi di percorribilità a piedi e in mountain bike
Fondo del tracciato Artificiale
Ambiente prevalente nel quale si sviluppa il sentiero (bosco, macchia, terreno…) coltivo
Percorribilità del sentiero transitabile
Esposizione prevalente del sentiero sud
Morfologia prevalente del paesaggio su cui si sviluppa il sentiero misto
Qualità della segnalazione del sentiero buona
Dislivello totale andata (m) 235
Dislivello totale ritorno (m) 240
Nome località di partenza Via Righi, Firenze
Nome località di arrivo Via Sambre, Compiobbi
Quota di partenza (m) 65
Quota di arrivo (m) 75
Segnavia (elemento alfanumerico o di altro tipo che caratterizza il sentiero) no

Ultimo aggiornamento 17/03/14

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