Itinerario R25: Anello di Ostina

Itinerario R25: Anello di Ostina

Si tratta di una zona che presenta diverse possibilità di accesso da percorrere sia a piedi che in auto (parzialmente), oltre che di ammirare le strutture geologiche delle balze molto da vicino.

Itinerario R25: Anello di Ostina

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Percorso: Ostina – Rio di Luco – Gretaio – Merenzi – San Siro – Ostina.

Per arrivare ad Ostina, seguire le indicazioni per la località dalla Provinciale Matassino-Reggello.

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Descrizione

Il nostro itinerario inizia nei pressi della chiesa di Ostina. Si oltrepassa un’abitazione privata e iniziamo a costeggiare vasti vigneti e campi di olivi. Dalla strada comunale sulla sinistra si dirama un sentiero più stretto in discesa sino ad incontrare un piccolo fosso. Seguendo il suo corso si giunge a Vaggio, frazione che sorge sul Torrente Resco tra Reggello e Matassino. La strada da percorrere, che si imbocca accanto alla chiesa, si mostra prima pianeggiante, poi stretta e in salita. Essa si snoda tra boschetti e arbusti, orti e abitazioni.

Attraversato un valico, si scende in un tratto pianeggiante dove sorge una graziosa abitazione: Casa Lischeto. Da qui si può arrivare a Rio di Luco, uno dei luoghi più affascinanti della zona, attraverso due possibilità: o proseguire a destra e ridiscendere verso l’omonimo Torrente, oppure compiere un giro più ampio ed arrivare a Nocellino, superare il ponticello sul Torrente e poi voltare a destra. Durante questo percorso è possibile fermarsi in un grande prato delimitato dalle imponenti pareti delle balze che raggiungono anche 100 metri di altezza.

In loc. Rio di Luco si può giungere anche prendendo un bel sentiero (R25A) pressoché parallelo a quello sopra descritto che si imbocca da Vaggio prendendo via di Catogliano e percorrendo una strada sterrata che, dopo un primo tratto aperto si inoltra nel bosco e, superato un piccolo valico, ridiscende fi no al sentiero R25 che conduce a Nocellino nella valle di Rio di Luco.

Qualunque sia il modo in cui siamo arrivati a Rio di Luco, dobbiamo proseguire a sinistra costeggiando la recinzione di una casa privata e giungere così in una piccola vallata delimitata dalle suggestive formazioni geologiche delle balze. E’ questo un luogo molto spesso utilizzato dal Comune di Reggello per manifestazioni, incontri o feste, che vengono maggiormente apprezzate per la particolare cornice naturale, vero e proprio tesoro paesaggistico. In alcune aree possiamo scorgere nella struttura delle balze delle piccole cavità: esse vengono scavate da alcuni uccelli come il gruccione che utilizza questi siti come rifugio. La zona è molto ricca di avifauna: averle, colombacci, poiane, gheppi, falchi ecchiaioli, mentre tra i mammiferi possiamo incontrare la donnola, la faina, la volpe, il tasso, la lepre e il cinghiale.

Il nostro percorso procede superando una piccola salita che ci conduce a scoprire altre bellissime guglie modellate dalla natura nel corso del tempo presso la località il Gretaio: questa zona è senz’altro la più caratteristica e la più affascinante per la bellezza e la maestosità delle formazioni geologiche presenti. Da qui è possibile percorrere vari itinerari secondari per poter ammirare da più punti di vista gli splendidi scenari offerti dalle balze.

Uno degli itinerari più caratteristici è quello che conduce alla “Buca di Gabbriello”: in passato gli abitanti di questi luoghi scavarono all’interno delle balze numerose caverne da utilizzare come rifugio in caso di pioggia oppure come magazzino per gli attrezzi agricoli o per gli animali da cortile. Il loro ingresso veniva puntellato con delle travi per aumentarne la stabilità delle pareti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le caverne furono usate dagli abitanti locali per nascondersi durante il passaggio dell’esercito tedesco.

Dalla località Gretaio si può proseguire l’itinerario in salita raggiungendo Case Merenzi. Si attraversano poi nell’ordine i Piani di Cascia, da dove si possono apprezzare dall’alto i solchi erosivi delle balze e la Chiesa di S.Siro. Giunti infine al crocevia, si riprende la strada che riporta ad Ostina.

Possiamo completare il nostro giro con una visita alla pieve di S. Pietro a Cascia dove si può ammirare il “Trittico di San Giovenale” di Masaccio, riscoperto nel 1961 nella chiesetta di San Giovenale.

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Scheda tabellare del sentiero

Lunghezza (m) 9600
Tempo di percorrenza 04:00
Accesso Sentiero pubblico
Valore del sentiero interesse prevalentemente naturalistico
Livello di difficoltà privo di difficoltà tecniche
Adatto/non adatto ai bambini Non adatto a bambini ed anziani
Accessibile/non accessibile a persone disabili Non accessibile a disabili
Descrizione dei singoli punti di interesse storico, naturalistico, architettonico, paesaggistico / panoramico
Mezzi di percorribilità solo a piedi
Fondo del tracciato Naturale
Ambiente prevalente nel quale si sviluppa il sentiero (bosco, macchia, terreno…) misto
Percorribilità del sentiero transitabile
Esposizione prevalente del sentiero nessuna
Morfologia prevalente del paesaggio su cui si sviluppa il sentiero misto
Qualità della segnalazione del sentiero buona
Dislivello totale andata (m) 250
Dislivello totale ritorno (m) 0
Nome località di partenza Ostina
Nome località di arrivo Ostina
Quota di partenza (m) 263
Quota di arrivo (m) 263
Segnavia (elemento alfanumerico o di altro tipo che caratterizza il sentiero) R25

Ultimo aggiornamento 17/03/14

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