Itinerario 6: I gioielli nascosti della foresta

Itinerario 6: I gioielli nascosti della foresta

Il sentiero permette di giungere nel cuore della Foresta e di scoprire alcuni dei luoghi storici più significativi come la Carbonaia di Masino e l’insediamento della vecchia Fornace di Sant’Antonio, ma anche uno degli angoli naturali più suggestivi: la Cascata di Meriggioni.

Itinerario 6: I gioielli nascosti della foresta

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Percorso: Reggello – Ponte di Macereto – Carbonaia di Masino – Cascata di Meriggioni – Fornace di Sant’Antonio – Case di Sant’Antonio.

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Descrizione:

Per raggiungere il Ponte di Macereto si percorre il sentiero CAI 16 da Reggello. Iniziamo a costeggiare il Torrente Resco che scorre prima alla nostra destra (fino a Ponte a Enna, dove è possibile ammirare o passare sopra al bel ponte di epoca basso-medievale), poi alla nostra sinistra. Lungo questo tratto il corso d’acqua è nascosto da una fitta vegetazione riparia composta da molti salici, cornioli e diversi alberi da frutto, mentre a destra domina il bosco di castagno intervallato da ginestrone e ginestra dei carbonai; dall’altra parte del torrente scorgiamo Case Lavana e, voltando lo sguardo verso l’alto, la cima di Poggio Massa Nera.

Poco prima di arrivare al Ponte di Macereto si può effettuare una breve deviazione a sinistra lungo un sentiero non segnalato che conduce dopo pochi metri in discesa ad ammirare il cosidetto “Pisciolo di Macereto”, una suggestiva cascata che si trova appena prima della confuenza del borro di Sant’Antonio nel torrente Resco.

Dal Ponte di Macereto (620 m) si scende sulla sinistra lungo un viottolo (segnalato come R3) verso il Borro di Sant’Antonio; lo si attraversa guadandolo oppure utilizzando un piccolo ponte di legno posto più a monte; siamo in un bosco con prevalenza di carpini, lecci e molti arbusti mediterranei soprattutto erica e cisto.

Si prosegue a destra sul sentiero CAI 15 per alcuni metri; dopo poco, infatti, in prossimità di un grosso masso, prendiamo a sinistra il sentiero R3; si costeggia il corso d’acqua (Borro delle Fornaci) che rimane alla nostra destra.

Dopo aver superato l’incrocio con il sentiero R7 che conduce a Sgardoccia, saliamo in un bosco di castagno; facendo attenzione possiamo notare delle piccole “piazzole” di terra di color nero: sono le vecchie carbonaie, molto frequenti in quest’area. Continuiamo a salire tra i castagni mentre il borro scorre sempre alla nostra destra formando delle cascatelle le cui dimensioni e portata variano moltissimo con le stagioni. Ci imbattiamo sul sentiero in un masso di arenaria, lo si aggira sulla sinistra e si guada il borro. Nei periodi invernali, quando la portata di acqua è maggiore, è possibile dover guadare più volte i rii provenienti dai diversi impluvi che solcano queste pendici.

Dopo alcuni metri ci troviamo di fronte ad una grande struttura di arenaria detta Massa Macone (739 m) che forma una piccola grotta, creando un ottimo rifugio per numerosi animali tra cui i pipistrelli.

Nel bosco iniziano a comparire anche i primi faggi.

Continuiamo a muoverci lungo il corso d’acqua; lasciamo a destra le indicazioni per Sgardoccia (sentiero non segnalato sulla carta) e proseguiamo sino ad arrivare alla Carbonaia di Masino. La produzione del carbone di legna ha rappresentato una risorsa economica importante per gli abitanti del luogo. La costruzione di una carbonaia avveniva con l’inserimento di un palo nel terreno e la disposizione intorno ad esso della legna fino a formare un cono che poteva raggiungere un diametro di 3-5 metri. Ciascun pezzo di legno veniva messo “ad arte” in modo tale da avere il giusto apporto di ossigeno e la possibilità di sfiato. Poi la carbonaia veniva coperta da foglie e terra per renderla impermeabile agli agenti atmosferici esterni e ai fumi che tendevano uscire dall’interno di essa. L’ultima operazione consisteva nel togliere il palo centrale e inserire, attraverso il foro, della brace per innescare il processo di combustione. Una volta preso fuoco, l’apertura veniva chiusa da una zolla di terra. Tutto il processo veniva attentamente controllato e seguito dai vigili carbonai fino all’ottenimento del prezioso carbone.

Dopo aver osservato questo luogo interessante dal punto di vista storico, si continua a salire, lasciando a sinistra le indicazioni per Massa Nera (sentiero non segnalato sulla carta); il faggio fa capolino con maggiore frequenza e continuano ad essere evidenti i segni delle vecchie carbonaie. Mentre percorriamo lo stretto sentiero ormai immersi nella faggeta, dall’altra parte del borro possiamo ammirare la bellissima Cascata di Meriggioni (828 m) le cui acque compiono uno spettacolare balzo.

Ci si allontana dalla cascata dopo aver superato un passaggio un po’ difficoltoso; si continua a camminare tra maestosi faggi e cerri sino a trovarsi tra i ruderi dell’antica Fornace di Sant’Antonio lungo il fosso detto “del frate Dannato”.

Si guada a destra e si risale per un bel po’ in una cerreta, si supera un tratto ricco di scope giungendo in una zona più aperta che consente di ammirare uno squarcio di rara bellezza sulla Foresta: alla sinistra rimane Poggio Castellare, alla destra il crinale di poggio Massa Nera e sullo sfondo la piana del Valdarno. Il bosco di faggi lascia spazio frequentemente al cerro e al carpino e, quando si dirada, prendono il sopravvento le scope; il sentiero in salita ci porta sulla strada forestale in un punto detto “Il Pino”. Proseguiamo a destra lungo la strada forestale; proseguendo nell’altra direzione arriveremmo invece a Macinaia.

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Scheda tabellare del sentiero

Lunghezza (m) 7900
Tempo di percorrenza 04:00
Accesso Sentiero CAI
Valore del sentiero interesse prevalentemente naturalistico
Livello di difficoltà privo di difficoltà tecniche
Adatto/non adatto ai bambini Non adatto a bambini ed anziani
Accessibile/non accessibile a persone disabili Non accessibile a disabili
Descrizione dei singoli punti di interesse storico, naturalistico, architettonico, paesaggistico / panoramico Sull’itinerario troviamo Massa Falco (952 m), un suggestivo punto panoramico che spazia sulle ampie vallate dell’area protetta. Quindi dopo aver percorso un breve tratto e superato un bosco di abeti, si giunge finalmente a Case Sant’Antonio (930 m).

Altri punti d’interesse sono il Ponte medievale ad Enna, la cascata di Meriggioni, l’area di sosta attrezzata Massa Macone e la carbonaia di Masino.

Mezzi di percorribilità solo a piedi
Fondo del tracciato Naturale
Ambiente prevalente nel quale si sviluppa il sentiero (bosco, macchia, terreno…) bosco
Percorribilità del sentiero transitabile
Esposizione prevalente del sentiero nord-ovest
Morfologia prevalente del paesaggio su cui si sviluppa il sentiero mezza costa
Qualità della segnalazione del sentiero buona
Dislivello totale andata (m) 538
Dislivello totale ritorno (m) 20
Nome località di partenza Reggello
Nome località di arrivo Case Sant’Antonio
Quota di partenza (m) 471
Quota di arrivo (m) 930
Segnavia (elemento alfanumerico o di altro tipo che caratterizza il sentiero) CAI 16 – R3

Ultimo aggiornamento 17/03/14