Itinerario 10: L’incantato borgo di Prato di Dietro

Itinerario 10: L’incantato borgo di Prato di Dietro

Dalle bellissime praterie del crinale, da cui è possibile godere di ampi panorami sia sul Casentino che su Reggello, passiamo al bosco di faggi sino a giungere a Poggio a Nebbieto, un altro spettacolare punto di osservazione all’interno della Foresta. Possiamo effettuare una sosta nei prati di Prato di Dietro e poi riscendere a valle seguendo il tratto impervio del Borro alla Rota. Il percorso si articola seguendo Varco di Reggello – Poggio a Nebbieto – Prati di Dietro – Costa della Ricciola – Ponte di Macereto – Reggello.

Dalle bellissime praterie del crinale, da cui è possibile godere di ampi panorami sia sul Casentino che su Reggello, passiamo al bosco di faggi sino a giungere a Poggio a Nebbieto, un altro spettacolare punto di osservazione all'interno della Foresta. Possiamo effettuare una sosta nei prati di Prato di Dietro e poi riscendere a valle seguendo il tratto impervio del Borro alla Rota. Il percorso si articola seguendo Varco di Reggello - Poggio a Nebbieto - Prati di Dietro - Costa della Ricciola - Ponte di Macereto - Reggello.

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Nei pressi del Varco di Reggello (1348 m) ci dirigiamo verso Nord lungo il sentiero di crinale CAI 00, sino a prendere sulla sinistra il sentiero R9, che dapprima attraversa la prateria (Prato Macone) e poi si inoltra nella faggeta.

La prateria è uno spettacolare habitat naturale ed è tutelato da leggi europee, nazionali (Dir. 2/43/CEE, D.M. 1999 e L.R. 56/2000) a causa della presenza di emergenze floristiche e faunistiche. Il luogo è definito SIR Sito di Importanza Regionale e annovera specie vegetali assai rare tra cui ricordiamo: la veronica di Orsini, presente in Toscana soltanto nel Pratomagno, Murbeckiella zanonii, Rosa serafi nii, Viola eugeniae, Caltha palustris.

La fitocenosi erbacea è costituita prevalentemente da nardeti (specie di riferimento Nardus stricta).

Una volta entrati nella faggeta, il sentiero scende velocemente e, in vari punti, si può osservare la presenza di “insogli”, pozze sparse nel bosco utilizzate dagli ungulati (cinghiale, capriolo) per bagnarsi e infangarsi fi no a togliersi dal corpo fastidiosi parassiti. Laddove il bosco di faggio si apre, prendono il sopravvento gli arbusteti soprattutto quelli formati da ginestre che colonizzano il terreno più roccioso.

Possiamo allontanarci di poco dal sentiero e giungere così a Poggio a Nebbieto (1190 m), un bellissimo punto panoramico dove lo sguardo si può perdere all’orizzonte, dominando le valli dell’area protetta: sulla sinistra è evidente la strada forestale, sulla destra Case Sant’Antonio e, sotto di noi, il bosco con il Faggione di Prato a Marcaccio.

Si torna indietro piegando a destra, passando prima attraverso una zona fitta di scope alte e poi si scende sino ad arrivare al Borro alla Rota. Lo si attraversa e si continua a scendere sino ad arrivare al fabbricato di Prato di Dietro (1070 m), oggi riadattato a rustico bivacco posto in un’area attrezzata con un bel prato circondata da faggi. E’ molto facile aprire la porta del rifugio e trovare all’interno i suoi più abituali frequentatori: i ghiri.

E’ un angolo incantato avvolto dal silenzio, dalla pace e dalla tranquillità della foresta dove è possibile distendersi sui verdi prati all’ombra dei maestosi alberi.

Al di sotto passa la strada forestale; la si imbocca svoltando a destra e poco dopo si riprende il sentiero R9 sulla sinistra che scende lungo il corso del Borro alla Rota. A seconda della portata di acqua, può capitare di dover guadare più volte il borro.

Dopo un breve tratto ripido, superiamo la Costa della Ricciola. Questa parte dell’itinerario si può rivelare un po’ difficoltosa nel dover superare più punti scoscesi e quindi è consigliabile procedere con prudenza.

Si continua a scendere lungo il corso d’acqua in un bosco misto con cerro, ontano, faggio e carpino nero sino a ricongiungerci con la “Reggellese” (CAI 16), che ci conduce sino al Ponte di Macereto e poi, proseguendo ancora, sino alla località Acqua Rossa e successivamente a Reggello.

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Scheda tabellare del sentiero

Lunghezza (m) 9200
Tempo di percorrenza Andata: 02:30 / Ritorno: 05:45
Accesso Sentiero pubblico
Valore del sentiero interesse prevalentemente naturalistico
Livello di difficoltà per escursionisti esperti
Adatto/non adatto ai bambini Non adatto a bambini ed anziani
Accessibile/non accessibile a persone disabili Non accessibile a disabili
Descrizione dei singoli punti di interesse storico, naturalistico, architettonico, paesaggistico / panoramico Nell’itinerario si trovano il Prato di Dietro, il bivacco Pian d’Espoli ed il Ponte ad Enna, una struttura medioevale.
Mezzi di percorribilità solo a piedi
Fondo del tracciato Naturale
Ambiente prevalente nel quale si sviluppa il sentiero (bosco, macchia, terreno…) bosco
Percorribilità del sentiero transitabile
Esposizione prevalente del sentiero nord-ovest
Morfologia prevalente del paesaggio su cui si sviluppa il sentiero pendice
Qualità della segnalazione del sentiero buona
Dislivello totale andata (m) 50
Dislivello totale ritorno (m) 930
Nome località di partenza Varco di Reggello
Nome località di arrivo Reggello
Quota di partenza (m) 1346
Quota di arrivo (m) 417
Segnavia (elemento alfanumerico o di altro tipo che caratterizza il sentiero) CAI 00 – CAI16

Ultimo aggiornamento 17/03/14

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