Badia a Passignano

Badia a Passignano

Il complesso monastico della Abbazia di San Michele Arcangelo a Passignano, più nota come Badia a Passignano, la dolcezza del paesaggio tipico del Chianti e speciali esemplari di flora e fauna sono alcune delle meraviglie di quest’area protetta.

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Sentieri

Comuni interessati Tavarnelle Val di Pesa
Descrizione delle caratteristiche naturalistiche-ambientali Il centro dell’area protetta è il complesso monastico della Abbazia di San Michele Arcangelo a Passignano, più nota come Badia a Passignano, circondato da cipressi e dalle case dell’antico borgo di Passignano. Oltre all’ importanza storica e architettonica della Badia, e alla presenza di flora e fauna protetta dalle direttive regionali, l’area ha una notevole rilevanza del punto di vista paesaggistico.

In questa zona si trovano gli elementi tipici del paesaggio del Chianti: colline coperte da filari di vigneti o coltivate, alternate ad altre ricoperte di uliveti o boschi.

Per il valore del paesaggio l’area costituisce un ambito territoriale omogeneo di tutela e valorizzazione ai sensi della Convenzione europea del paesaggio (L. 9.1.2006 n. 14) e del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (DLgs 22.1.2004 n. 42 e successive modificazioni).

Descrizione delle caratteristiche storico- territoriali L’area protetta di Badia a Passignano è stata istituita dal Comune di Tavarnelle Val di Pesa nel 2008. Ha una estensione di 364 ettari di cui 204 di “prevalente interesse storico-naturalistico” dove vige il divieto di caccia e 160 di “prevalente interesse storico-paesaggistico” dove la caccia è consentita.

L’area è nota per la bellezza del suo monastero e per una serie di edifici sacri di notevole importanza.

E’ interessante anche dal punto di vista paesaggistico per la presenza delle principali componenti dell’ambiente chiantigiano, che fanno da contorno alla bella e importante Badia che domina su tutta l’area.

Recenti studi hanno evidenziato sia l’importanza dei percorsi di crinale etruschi che interessano la zona, mostrando il disegno di una geniale viabilità storica che ha contribuito per secoli a “disegnare” il territorio, sia una serie di testimonianze preistoriche delle quali fino ad oggi nulla si conosceva. Ad un’analisi più attenta non sfuggono tracce di strade lastricate che da Badia portavano all’antichissimo abitato di Poggio al Vento. Anche la presenza di un ponte medievale, di numerosi muri a secco e certi insoliti cumuli di pietre testimoniano questi percorsi, ancora in parte recuperabili.

Nel territorio si alternano coltivi a boschi cedui, con presenza di lecci, pini e di cipressi.

Per quanto riguarda la fauna, nel territorio è stata rilevata la presenza di varie specie di interesse regionale: un mammifero, il topo quercino, e tre specie di uccelli, il gheppio, l’averla piccola ed il codirosso. Presenti numerose specie considerate vulnerabili o in declino.

Geologia Nell’area protetta affiorano varie formazioni geologiche, accomunate dal fatto di essere state originate a partire da sedimenti depositati in una zona o “dominio paleogeografico” denominato Dominio Ligure Esterno, le cui rocce sono state depositate nell’antico Oceano Ligure-Piemontese, chiusosi a causa dei movimenti tettonici che hanno poi portato alla orogenesi alpina.

Alle rocce originate da depositi di mare profondo si susseguono rocce formate a partire da depositi avvenuti in mare più basso e successivamente in ambiente continentale.

In particolare, nell’area protetta affiorano arenarie e siltiti silicoclastiche-carbonatiche (Cretacico superiore), argilliti grigio-brune e calcilutiti (Cretacico superiore – Paleocene) e la Formazione di Monte Morello, rocce originate da depositi di frana sottomarina con affioramento di strati anche molto spessi di calcari marnosi (colore chiaro e grigio) e marne (Paleocene supoeriore – Eocene Medio).

L’area è mappata nella Carta Geologica della Toscana 1:10.000, sezioni:

Flora e vegetazione

La flora dell’area protetta può essere suddivisa nei seguenti gruppi:

  • colture specializzate: si trovano prossime all’Abbazia e nei pressi di Poggio al Vento. Si tratta soprattutto di viticoltura ed olivicoltura, in parte di impianto recente. In fondo valle è presente una particella sperimentale di alberi micorizzati artificialmente per la produzione di tartufi, gestita dall’ARSIA;
  • seminativi arborati a olivo: si tratta di coltivi più antichi, presenti soprattutto nei pressi dell’abitato di Poggio al Vento;
  • boschi degradati a prevalenza di cerro e pino domestico: si estendono sul versante che guarda a sud. Si tratta di vegetazione secondaria percorsa da fuoco, come testimoniano alcuni resti presenti sul terreno di tronchi carbonizzati e danni alla parte basale dei fusti di pino domestico. Numerose le piante xerofite, quali cisto, leccio, erica arborea e ginestra spinosa;
  • boschi dominati da roverella, cerro e orniello con presenza sporadica di pino domestico: si trovano su tutto il versante nord che guarda l’Abbazia.

Sono stati sottoposti a tagli più o meno recenti, a seconda della posizione. L’apparente uniformità di età degli individui, la quasi completa assenza di rigenerazione e alcune probabili tracce del sesto d’impianto, fanno presumere che il popolamento di pino domestico sia di origine antropica. Il taglio del bosco, nei decenni che si sono succeduti, avrebbe in tal caso favorito le latifoglie, portando alla situazione attuale, in cui la maggiore densità di individui si riscontra nelle zone meno accessibili e sfruttabili. Nelle parti di bosco più vecchio si può incontrare:

  • qualche maggiociondolo e olmo campestre;
  • impianto di pino strobo, presente esclusivamente presso il Borro di Rimaggio. L’impianto non è recente (per lo meno 30 anni).
Fauna I diversi ambienti presenti nell’area (boschi a diversa composizione e struttura, coltivi, incolti, arbusteti, acque ferme e correnti) permettono il mantenimento e la riproduzione di molte specie faunistiche.

Per quanto riguarda i mammiferi è stata accertata la presenza di 17 specie, una delle quali, quella del topo quercino, inserita nell’allegato A della LR 56/2000 in quanto specie di interesse regionale.

Gli uccelli sono presenti con 52 specie nidificanti, delle quali 3 di interesse regionale, ossia il gheppio, l’averla piccola e il codirosso, mentre 12 sono considerate vulnerabili o in declino a livello europeo.

Per la fauna “minore” si segnala, tra gli anfibi, la presenza della rana italica, anche questa d’interesse regionale, mentre i rettili sono presenti con 9 specie.

In totale per la fauna vertebrata, allo stato attuale delle conoscenze, si ha questa situazione:

  • vertebrati presenti: 81 specie
  • d’interesse regionale: 5 specie 
  • d’interesse comunitario – uccelli: 12 specie 

L’interesse per la conservazione appare ancora più significativo considerando la simultanea presenza di queste specie in un’area che è relativamente poco estesa. L’aspetto più significativo è l’elevato indice di biodiversità, come ampiamente dimostrato dalle numerose, e talora rare, specie animali e vegetali identificate nell’area e per unità di superficie. Un grado elevato di diversità specifica che potrebbe essere fonte di irradiamento nelle zone circostanti di numerose specie contribuendo a ricreare equilibri che le differenti attività umane hanno fortemente compromesso. Alcuni studi hanno confermato e approfondito le conoscenze circa l’esistenza di particolari microclimi e microambienti che hanno permesso la sopravvivenza di endemismi appenninici. Fra le specie tipiche di quote decisamente più elevate, sono da citare il maggiociondolo ed il giglio (L. bulbiferum croceum).

Curiosità e Leggende Nella chiesa abbaziale, la cappella di San Sebastiano e San Atto (quella posta sulla destra dell’altare maggiore) contiene, sul pilastro posto sulla sinistra verso la cappella maggiore un Crocifisso del XV secolo, considerato miracoloso:

..entro una nicchia, si conserva un Crocifisso scolpito in legno, per il quale il popolo di Passignano ha una grande venerazione. Si scopre una volta all’anno, cioè il martedì di Pentecoste, nel qual giorno la venerabile Compagnia di San Donato in Poggio viene a portargli un’offerta in cera. Intorno a questo Crocifisso non esiste memoria scritta. Ma è tradizione popolare che tornando la Compagnia di Passignano da San Lucchese presso Poggibonsi, fu sopraggiunta in vicinanza del ponte di Legnoli da uno spaventoso temporale, che la costrinse a fermarsi, per cercare rifugio sotto le querce. Si vuole che dove si fermarono i fratelli col crocifisso in parola non cadesse neppure una goccia d’acqua […]. Il fatto prodigioso non si sa bene quando accadesse: si dice circa il 1600…,”

(riportato da Fornaciari G., vedi sezione “Guide e letture consigliate”).

Links Informazioni sull’area si trovano su

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Itinerari a piedi

Itinerari in bicicletta

Guide, letture consigliate e cartografia Letture sull’area protettae sulla Badia a Passignano

  • Passignano in Val di Pesa: un monastero e la sua storia, Volume 1. Una signoria sulle anime, sugli uomini, sulle comunità (dalle origini al sec. XIV), Pirillo P., 2009. Ed. L.S. Olschki, 318 pp.
  • Il Crocifisso di Badia a Passignano: tecnica, conservazione e considerazioni critiche, Speranza L., 2004, Ed. Edifir, 71 pp.
  • Tavarnelle Val di Pesa: itinerari nella natura del Chianti, Lebboroni M., 2003. Ed. Mazzuoli, 95 pp.
  • Istituzioni ecclesiastiche e vita religiosa nel Chianti tra Medioevo ed età moderna, a cura di Moretti I., 2002. Atti del Convegno omonimo, Ed. Polistampa, Firenze, 164 pp.
  • La Badia Di Passignano, Stopani R., 2001. Ed. Gli Arcipressi, 56 pp.
  • Civiltà romanica nel Chianti, Stopani R., 1995, Pubbl. Clante-Centro Studi Chiantigiani, Poggibonsi, 89 pp.

Percorsi a piedi ed in mountain bike

  • Su e già per il Chianti Classico, Bracci G., 1998. Ed Multigraphic, 72 pp.
  • Toscana in mountain bike, Grillo S., Pezzani C., 1992. Ed. EdiCiclo, 176 pp.

Documenti storici

Guide escursionistiche

  • La Via Sanese – La Via Pisana e Francigena Nuova. Vie Romee . Gli itinerari dei pellegrini nel contado fiorentino, Cartoguida escursionistica 1:50.000. Ed. Multigraphic, Firenze, 2011.
Punti di accesso Percorrere la Superstrada FI-SI fino all’uscita di Tavarnelle.

Proseguire lungo la S.R. Cassia n.2 in direzione Firenze, superare il Torrente Pesa e girare a destra per la strada provinciale Chiantigiana n.94, fino all’incrocio con la strada comunale di Badia.

Girare a sinistra e proseguire lungo la strada di Badia fino al complesso monumentale della Badia a Passignano.

Parcheggio pubblico in prossimità della Badia a Passignano, punto di partenza dei percorsi.

Sentieri presenti nell’area Nell’area protetta esistono due sentieri ad anello che partono e tornano alla Badia a Passignano percorrendo le colline circostanti, regalando vedute panoramiche mozzafiato e passando da antichi borghi ed edifici medioevali.

  • Il sentiero n. 3 parte da Badia a Passignano e tocca in succesione Casa Silla, Casa la Paurosa, Casa Pugliano a Casa la Selva per poi tornare alla Badia.
  • Il sentiero numero 4 parte da Badia a Passignano per raggiungere l’antico borgo medioevale di Poggio al Vento e tornare poi alla Badia.
  • L’area protetta viene anche attraversata dalla antica Via Sanese, la strada medioevale che conduceva da Firenze a Siena; è possibile percorrerne a piedi un tratto che dal Bargino passa dalla badia a Passignano per poi arrivare fino a San Donato in Collina.
Info e contatti Nell’Area Protetta non è presente un centro visite.

Per informazioi rivolgersi all’Ufficio Informazioni Turistiche, Pro Loco di Tavarnelle Val di Pesa, Piazza Matteotti 4/A – 50028 Tavarnelle Val Di Pesa (FI)

tel. 055 807 7832

info@prolocotavarnelle.it

Orario di apertura al pubblico:

  • estivo, dal 1 aprile al 31 ottobre – dal lunedì al sabato: 9.00-12.30 / 16.00-19.00; domenica: 9.30-12.30
  • invernale, dal 1 novembre al 31 maggio: martedì: 16.00-19.00; giovedì: 9.00-12.30.

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Ultimo aggiornamento 17/03/14